Impeachment, la difesa di Trump che è un attacco: «Volete cancellare la volontà espressa dal popolo»

di Gaia Mellone | 26/01/2020

Trump e social media

Donald Trump non ha bisogno di convincere il Senato. Se il Congresso la maggioranza democratica gli punta il dito contro, in Campidoglio può contare su una maggioranza repubblicana che gli copre le spalle. Ecco perché il discorso tenuto dagli avvocati del tycoon per difenderlo dalle accuse che lo hanno portato a finire sotto impeachment aveva toni apocalittici ed estremi: perché doveva convincere, di nuovo, gli americani che seguivano in diretta tv.

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«Volete cancellare la volontà del popolo espressa nell’ultima elezione. Volete strappargli le schede elettorali»: le parole con cui i legali di Donald Trump esordiscono con il discorso in Senato tuonano e rimbombano. Il presidente Usa ci ha abituati a toni esagerati, coloriti e provocatori, ma i toni usati dall’aula del Senato, seppur con la voce del suo team di celebrity lawyer, avevano mire ancor più lunghe. Dovevano raggiungere le orecchie e gli occhi degli americani incollati al televisore, in particolare ai cittadini americani che lo hanno eletto presidente tre anni fa. A loro era rivolto il messaggio che suonava come un “il problema non sono le accuse contro di me, ma il tentativo di ostacolare il processo democratico”. A dare inizio al round di tre giorni per la difesa, dopo gli altrettanti concessi all’accusa, è stato Pat A. Cipollone, il consulente della Casa Bianca: «Sono qui per perpetrare l’interferenza più massiccia in un’elezione nella storia americana e non possiamo permettere che ciò accada». Donald Trump non era presente in aula, ma ha seguito la diretta televisiva dalla Casa Bianca, rompendo a distanza di pochi giorni il suo nuovo record di tweet.

Se al Congresso i capi di imputazione sono stati confermati e trasmessi, avviando il procedimento di impeachment a tutti gli effetti per abuso di potere e l’ostruzione all’azione investigativa del Congresso stesso,  il risultato del voto del Senato sulla messa in stato d’accusa infatti è prevedibile e scontato: Donald Trump ne uscirà pulito. Perché venga destituito sarebbe necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi.

Ma Donald Trump ha messo a punto con i repubblicani una strategia difensiva molto precisa. Per quanto riguarda le pressioni esercitate sull’Ucraina, che gli sono valse l’accusa di abuso di potere, i legali del tycoon sostengono che fosse motiviata solo dalla preoccupazione per «la corruzione dilagante del Paese». Per quanto concerne l’ostruzione del Congresso, l’argomentazione sconfina sui limiti tra potere esecutivo e prerogative presidenziali. (Credits immagine di copertina: Twitter Donald J. Trump@realDonaldTrump)