I calciatori olandesi stanno boicottando un tv-show accusato di razzismo

di Daniele Tempera | 22/06/2020

Non si arresta l’ondata di indignazione, la lunga scia del “Black lives Matter”, movimento che si prefigge di sconfiggere ogni forma di razzismo. In Olanda i capitani delle squadre di calcio maschili, femminili e giovanili stanno boicottando il più famoso programma sportivo del Paese dopo l’ennesimo commento razzista di un commentatore, con uno slogan preciso e privo di ambiguità: “Quando è troppo, è troppo”.

Una polemica, quella contro Johan Derksen, famoso opinionista calcistico olandese, guidata negli anni dal centrale del Liverpool Virgil van Dijk, e dal portiere dell’Atletico Madrid Sari van Veenendaal. Lo humor del commentatore definito spesso come “immediato” è stato invece bollato come razzista dai calciatori. Il commentatore avrebbe in particolare paragonato un rapper, leader della protesta del Black Lives Matter allo “Zwarte Piet”, nel folclore dei Paesi Bassi, l’aiutante di colore di San Nicola, il nostro Babbo Natale. Un paragone che ha fatto andare su tutte le furie non pochi, compreso i pubblicitari che hanno minacciato di ritirare i loro investimenti.

Netto, il commento sdegnato di Virgil van Dijk, capitano della nazionale maschile: “Non è un caso e non è più umorismo. È un linguaggio sopra le righe e non è quello del football. Non è la prima volta e non è la seconda. Quanto è troppo è troppo”. In passato infatti, il giornalista si era già lasciato andare in battute omofobe e razziste, paragonando, per esempio, una politica di colore a una scimmia: ora è il turno del movimento mondiale contro il razzismo. Derksen, dal canto suo, ha sempre replicato di “non essere razzista” e che la censura mina la libertà d’espressione, sacra in Olanda. Ma a essere sul piede di guerra, come accennato, sono anche gli sponsor, che non vogliono figurare accanto a un programma che propaganda contenuti diametralmente opposti ai loro messaggi e ai loro obiettivi. E l’impressione è che, l’umorismo razzista e omofobo, finora accettato come “folklore” in un programma destinato a un target prevalentemente maschile, non faccia davvero più ridere nessuno.