Hong Kong: i manifestanti irrompono nel Parlamento

di Daniele Tempera | 01/07/2019

  • Nel giorni del 22° anniversari del ritorno di Hong Kong sotto il controllo cinese nell'isola esplode la protesta

  • I manifestanti irrompono nel Parlamento e riempiono le strade

  • Le autorità, per il momento, evitano lo scontro diretto

Sale l’escalation delle proteste a Hong Kong con i manifestanti che dopo aver sfidato apertamente il potere di Pechino, portano la protesta al cuore del potere in un giorno altamente simbolico. Oggi è infatti il 22° anniversario del ritorno dell’isola sotto il controllo cinese. L’1 luglio 1997 infatti l’isola passava, dal dominio inglese alla Cina, ma con condizioni che ne fanno un'”eccezione” che i dimostranti vogliono mantenere ad ogni costo. Tutt’oggi l’isola usufruisce di uno statuto speciale che le garantisce un’ampia autonomia. I cittadini godono di libertà ed esenzioni fiscali sconosciute ai compatrioti cinesi, ma le proteste contro le ingerenze cinesi non si sono mai fermate e sono diventate ancora più violente dopo la discussa legge sulle estradizioni in Cina, ritirata dalla governatrice Carrie Lam a metà giugno. La legge avrebbe infatti consentito l’estradizione dei prigionieri nella Madrepatria, consentendo al governo cinese di perseguire gli oppositori politici anche nell’ex colonia inglese.

LEGGI ANCHE > Dopo i violenti scontri di piazza, Hong Kong rinvia la legge sull’estradizione in Cina

La mossa della leader dell’isola non ha contribuito però a gettare acqua sul fuoco e l’attivismo dei cittadini non si è arrestato, raggiungendo oggi il cuore del potere legislativo.

La ricostruzione dell’irruzione

Secondo l’Ansa l’irruzione e’ maturata dopo diverse ore di assedio da parte di circa 1.500 persone, in prevalenza studenti che, a volto coperto e vestiti con abiti di colore scuro, hanno circondato il compound superando poi la recinzione esterna e arrivando all’ingresso principale dell’edificio.

Sono stati divelti infissi e distrutte vetrate anche con l’ausilio di pesanti martelli. La polizia ha tentato di scoraggiare i manifestanti dal compiere azioni illegali che avrebbero comportato, e’ stato ricordato con l’ausilio del megafono, “l’arresto immediato”. Gli agenti, in tenuta antisommossa con scudi, manganello e spray urticanti, hanno deciso però, a differenza delle previsioni, di non intervenire e di retrocedere evitando cosi’ lo scontro diretto. 

Ma il clima di tensione resta alto, in una sorta di sfida a distanza tra Pechino, i manifestanti e le associazioni pro-democrazia e per i diritti umani, che continua a tenere con il fiato sospeso tutto il mondo.