Le attrici di Hollywood vincono al botteghino ma perdono nei contratti

di Gaia Mellone | 12/12/2018

  • Lo studio è stato condotto da Creative Arts Agency insieme a shift7.

  • Prendendo in esame i film usciti negli Usa tra gennaio 2014 e Dicembre 2017

  • Ne emerge che tutti i film record al botteghino superano il Bechdel Test e hanno protagoniste femminili

Scegliere una protagonista principale donna non solo costa meno, ma fa guadagnare anche di più. Secondo un recente studio, il botteghino premia i film che raccontano storie di donne forti e che prendono in mano la situazione. Alla faccia delle differenze di salario.

Donne del cinema: I film con protagoniste femminili vendono di più

A stabilirlo è l’ultimo studio condotto dalla Creative Arts Agency insieme a shift7. L’indagine condotta su oltre 315 film usciti tra gennaio 2014 e dicembre 2017 negli Stati Uniti. mostra che i film che hanno nel ruolo principale donne forti e determinante, vengono premiati dal pubblico più dei film con protagonisti maschili. Non a caso lo studio è stato realizzato in collaborazione con Time’s Up, l’organizzazione fondata da diverse celebrità hollywoodiane all’indomani dello scandalo Weinstein e del movimento Metoo. «Questa analisi afferma che i dati dimostrano che la diversità ha un impatto positivo sui risultati economici di un’azienda» ha dichiarato Lisa Borders, Presidente e CEO di TIME’S UP. «Poiché gli studi cinematografici tengono molto alle loro responsabilità fiduciarie nei confronti degli investitori, questi risultati offrono un approccio chiaro per ottenere i migliori risultati». Il pubblico infatti predilige le protagoniste donne: ci sono diversi esempi nel genere della fantascienza e dei fumetti, come Black Panther o Captain Marvel o ancora Wonder Woman, ma non solo. 

L’importanza dei ruoli femminili nel cinema

Scegliere storie “al femminile” quindi, conviene. Il guadagno però non deve essere considerato solo in termini economici e di ritorno per gli imprenditori, ma ad un livello più ampio. Il messaggio è infatti che gli stereotipi di genere stanno piano piano sbiadendo, e che il pubblico è pronto ad aprirsi a ruoli meno convenzionali. Il premio Oscar Geena Davis ha applaudito lo studio promosso da CAA e Shift 7, che favorisce e promuove la conversazione sull’equilibrio di gente nel mondo dei media e del cinema: «Ho iniziato a commissionare i dati nel 2004, realizzando che c’è molto pregiudizio inconscio in questo spazio» ha dichiarato l’attrice, fondatrice e presidente dell’istituto di ricerca  sul gender nei media The Geena Davis Institute, aggiungendo che «la verità è che vedere le donne e le ragazze sullo schermo non è solo positivo per tutti, specialmente i nostri bambini, ma è anche un buon intrattenimento e un buon affare».  Un posizione sostenuta an che da Megan Smith di Shift7, che ha osservato come l’incisività del genere femminile sul grande schermo abbia implicazioni molto più ampie. «Quello che vediamo sullo schermo influenza il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri, e può aumentare o diminuire la fiducia»  ha detto Smith, evidenziando le previsioni secondo cui entro il 2020 l’America vedrà due milioni di posti di lavoro vacanti in ambiti solitamente preclusi alle donne come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. «Quando le persone che sono state tradizionalmente sottorappresentate sono stereotipate, o lasciate completamente fuori dalla storia – ha continuato Smith –  riduciamo la fiducia e priviamo le persone di modelli di comportamento, finendo con il tratrattenere direttamente il potenziale economico e sociale del paese».

Dal Bechdel Test alla lista di Forbes

 

Lo studio ha inoltre utilizzato il «Bechdel Test»: prende origine dalla battuta di un personaggio del fumetto Dykes to Watch Out For della fumettista Alison Bechdel, dalla quale ha preso il nome. Il test individuale analizza la rappresentazione dei personaggi di sesso femminile all’interno di un racconto, ponendo tre criteri: nella storia devono esserci almeno due donne ben identificate, i due personaggi femminili devono avere un dialogo tra loro, il contenuto della conversazione deve riguardare qualcosa che non sia un uomo. La buona notizia è che il 60% dei film analizzati nello studio ha passato il test, e che tutte le pellicole che hanno superato il miliardo di dollari al botteghino superano i criteri di Bechdel, a riconferma che il pubblico è desideroso e premia l’uguaglianza di genere, almeno sul grande schermo. Il risultato è da premiare, ma sorge un confronto: come ogni anno, Forbes ha stilato la lista delle attrici e degli attori più pagati di Hollywood, e la differenza di salario è ancora esorbitante, a discapito della categoria femminile. L’unica ad aver interrotto il circolo vizioso fino ad ora è Scarlett Johansson che per il suo ruolo come Black Widow è riuscita ad eguagliare i colleghi maschi supereroi Chris Evans (Captain America) e Chris Hemsworth (Thor). Resta però il fatto che l’attrice statunitense, pur essendo  al vertice della lista Forbes delle attrici più pagate di Hollywood nel 2018 con i suoi 40.5 milioni di dollari lordi, è separata dal corrispondente primatista maschile George Clooney da un bel po di zeri. L’attore più pagato di Hollywood infatti ha guadagnato nello stesso anno 239 milioni di dollari. Clooney però deve il suo primo posto anche alla vendita della sua azienda produttrice di Tequila, la Casamigos, che da sola ha fruttato 700 milioni di dollari, divisi con i due cofondatori. Ma se il paragone allora si sposta con il secondo posto, il risultato non cambia. Subito dopo Clooney c’è Dwayne “The Rock” Johnson, che ha guadagnato nel 2018 un totale di 124 milioni di dollari.  Forse, grazie anche ai risultati dello studio Can, i produttori capiranno che scegliere film con ruoli femminili conviene al botteghino, e forse decideranno di pagare le donne quel che meritano.

(Credits immagine di copertina:  © Future-Image via ZUMA Press)

TAG: Hollywood