Greta Thunberg denuncia 5 paesi, ma Giuseppe Conte dice che un po’ «sbaglia»

di Gaia Mellone | 25/09/2019

Greta Thunberg denuncia 5 paesi, ma Giuseppe Conte dice che un po' «sbaglia»
  • Greta Thunberg e altri 15 ragazzi hanno presentato una petizione all'Onu per la violazione della Carta del Fanciullo

  • I giovani denunciano 5 paesi: Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia

  • Giuseppe Conte: «Greta sbaglia a dire che il pianeta appartiene alla sua generazione»

Dopo le manifestazioni, le assenze del venerdì, le lacrime della leader Greta Thunberg di fronte all’Onu, ora i giovani attivisti passano ai fatti concreti. La giovane svedese insieme ad altri 15 ragazzi ha presentato una denuncia contro 5 paesi per aver violato i loro diritti. Una azione forte e di impatto, ma il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte è scettico: «Greta sbaglia»

La denuncia di Greta Thunberg a 5 paesi

La petizione è stata presentata al palazzo di Vetro di New York, dove si sta svolgendo il summit Onu sul clima. Dopo il fortissimo intervento in cui li ha accusati di aver rubato i propri sogni e la propria esistenza, Greta Thunberg è passata ai fatti, presentando la raccolta firme contro Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia per aver violato i diritti umani dei bambini per non aver utilizzato le proprie risorse «allo scopo di prevenire le conseguenze mortali e prevedibili» del riscaldamento globale. I 5 paesi sono colpevoli anche di non aver collaborato efficacemente con le altre nazioni, e di aver assunto impegni sulla riduzione delle emissioni «non adeguati» agli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi del 2015, per contenere l’aumento delle temperature sotto i 2 gradi Celsius. Decisioni che già hanno avuto effetti sulla generazione di Greta, dalla vita di tutti i giorni fino alla possibilità di un futuro degno di essere vissuto. Sarà l’Onu ora a dover deliberare se effettivamente vi è stata una violazione della Carta dei Diritti del Fanciullo, che in parte stabilisce la possibilità per i giovani di chiedere giustizia. Parte della Carta che non è mai stata ratificata da Usa e Cina, che per questo motivo sono fuori dal mirino della petizione, ma probabilmente non per molto.

Giuseppe Conte scettico su Greta: «Sbaglia a dire che il pianeta appartiene a loro»

Il gesto molto forte promosso da Greta Thunberg ha suscitato diverse reazioni tra i leader del mondo. Se Bolsonaro durante il suo intervento ha evidenziato, parlando degli incendi devastanti in Amazzonia, che «la foresta appartiene al Brasile» e «non è un patrimonio dell’umanità», Donald Trump l’ha palesemente bullizzata con un tweet un cui la definiva ironicamente «una giovane ragazza molto felice, che guarda con impazienza ad un futuro brillante e magnifico. Così bella da vedere!». Parole inadatte condannate dal leader della maggioranza Democratica alla Camera Usa Steny Hoyer che ha criticato «la natura crudele e vendicativa del presidente» che ha lanciato «insulti da scolaretto bullo» contro «questa magnifica giovane». Intanto Giuseppe Conte ha sostenuto le osservazioni fatte da Greta Thunberg, ma con un “ma”. «Greta sbaglia quando dice “ci dovete dare il pianeta”» ha infatti dichiarato il presidente del Consiglio Italiano, aggiungendo che «nessuno lo possiede, nemmeno la sua generazione». Greta e gli altri piuttosto lo riceveranno «in prestito, per trasmetterlo alla generazione successiva». «La logica proprietaria è una iattura – continua Conte – Noi dobbiamo entrare nella logica della cura e della custodia. Al concetto di eredità preferisco quello del prestito, perché l’eredità implica il possesso, e quella stessa logica monetaria».

(Credits immagine di copertina: Giuseppe Conte (sx)  © Li Muzi/Xinhua via ZUMA Wire; Greta Thunberg © Pontus Lundahl via ZUMA Press)