Giuseppe Conte pronto a salire al Quirinale, continua la trattativa per i ministri

Oggi, salvo incredibili colpi di scena, Giuseppe Conte salirà al Quirinale per sciogliere la riserva. Dopo il voto plebiscitario degli iscritti alla piattaforma Rousseau, il Movimento 5 Stelle ha dato il via libera definitivo alla formazione di un governo insieme al Partito Democratico guidato proprio da Conte. Ora l’ultimo nodo da sciogliere è la composizione dell’esecutivo.

Giuseppe Conte pronto a salire al Quirinale, continua la trattativa per i ministri

Le luci delle stanze di Palazzo Chigi e del Nazareno sono rimaste accesse fino a notte fonda. All’interno di quelle stanze si discuteva, si proponeva, si analizzavano profili per poter creare un esecutivo adatto o, come aveva detto Giuseppe Conte nel suo messaggio, una squadra composta da persone di «elevata competenza, buona capacità organizzativa, una adeguata qualificazione politica». Non è ancora finita: alle 9 il premier incaricato ha infatti fissato un nuovo incontro con Leu, rappresentati da Loredana De Petris e Federico Fornaro, ma nel pomeriggio potrebbe già esserci la presentazione dei nuovi ministri del governo giallorosso.

I ministri del governo giallorosso

Come insegnano queste ultime settimane, di certo ancora non vi è nulla. Ma alcune indiscrezioni di stampa sono riuscite a intercettare i candidati al nuovo esecutivo, con alcune cariche quasi sicure. Ciò che sembra essere definitivo è una parità di “quote”: Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sarebbero riusciti a dividersi equamente e quasi in parità tutti i dicasteri.

Tra gli incarichi più accreditati, c’è quello di Luigi Di Maio al Ministero per gli Esteri e di Roberto Gentiloni come nuovo commissario europeo italiano. Per il resto, siamo ancora in pieno totoministri.

Una delle cariche più discusse sarà quella del vicepremier: i nomi in ballo sono quello di Roberto Chieppa, che sarebbe molto voluto da Conte, mentre il M5S vorrebbe Riccardo Fraccaro o Vincenzo Spadafora. Rimasti due anche i possibili nomi per la guida del Viminale, che dovrebbe andare o a Luciana Lamorgese o a Franco Gabrielli. Sembra verrà riconfermato invece Alfonso Bonafede per il ministero della Giustizia.

Ancora aperta sarebbe invece la partita per il Mise, rimasto orfano da Luigi Di Maio. A giocarsela sarebbero Paola De Micheli per i dem e Laura Castelli e Stefano Patuanelli per il M5S. Dalla scelta del “colore” del Ministero dello Sviluppo Economico dipenderà anche la guida del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che per necessità dovrà essere della forza opposta. Anche al ministero per l’Istruzione sarebbero solo due i nomi in lizza: Gianni Cuperlo per il Pd e Nicola Morra per il M5S.

Per quanto riguarda il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare resta il ballottaggio tra Sergio Costa e Rossella Muroni, mentre al ministero del Lavoro ci sarebbe il dem Giuseppe Provenzano come preferito.

(Credits immagine di copertina:  ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI)

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