Giuseppe Conte: «Consiglio dei ministri rimandato a dopo le europee»

di Gaia Mellone | 22/05/2019

Giuseppe Conte: «Consiglio dei ministri rimandato a dopo le europee»
  • Giuseppe Conte ha annunciato che il Consiglio dei Ministri si terrà dopo le elezioni europee

  • Slittano i decreti sicurezza bis e famiglia

  • Il premier chiarisce: «Nessun contrasto con Sergio Mattarella»

Consiglio dei ministri rimandato a dopo le elezioni europee. L’annuncio di Giuseppe Conte mette il freno alla fretta da approvazione dei decreti che sembrava aver travolto, separatamente, i due partiti al governo. Una decisione che però pone un nuovo equilibrio: in questo modo sia la Lega che il Movimento 5 Stelle si presenteranno con una medaglia in meno all’appuntamento di domenica 26 maggio.

LEGGI ANCHE > Governo al bivio: il decreto sicurezza, anche se modificato, non va bene. E Conte tira in ballo Mattarella

Giuseppe Conte: «Consiglio dei ministri rimandato a dopo le europee»

La lega non potrà sventolare la bandiera del decreto sicurezza bis, e il Movimento 5 Stelle non potrà fare altrettanto con il decreto famiglia. Il consiglio dei ministri che prevede la discussione dei due decreti è infatti slittata «alla prossima settimana», in modo da arrivare al tavolo con dei testi precisi, coerenti e, si spera, definitivi. Giuseppe Conte chiarisce che quesa decisione non è frutto di contrasti con Sergio Mattarella, che molti retroscenisti avevano descritto negli ultimi giorni. «È prassi consolidata che vi sia una interlocuzione con gli uffici del Quirinale quando sono in corso di approvazione in Cdm dei decreti legge, anche perché l’emanazione spetta al presidente della Repubblica – ha chiarito in conferenza stampa il Presidente del Consiglio – Per come è stata rappresentata questa interlocuzione ci sono delle incongruenze: non si può attribuire al presidente della Repubblica l’intento di una censura preventiva né tantomeno il ruolo di un sindacato politico, questo significa fargli un torto di grammatica istituzionale ma anche in concreto, perché non ha svolto né intendeva svolgere questo ruolo».

(Credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)