Vercelli, il consigliere che scriveva «gay e lesbiche, ammazzateli tutti» non si dimette. Ma cita il Vangelo

di Redazione | 27/09/2019

Giuseppe Cannata
  • Giuseppe Cannata è indagato per istigazione a delinquere per un post contro gay e lesbiche

  • Ieri, è intervenuto in consiglio comunale a Vercelli

  • Non ha rassegnato le sue dimissioni, nonostante 18mila firme

Cita il Vangelo, Giuseppe Cannata, come se fosse una sorta di auto-assoluzione. Il consigliere comunale che era inserito nel gruppo di Fratelli d’Italia (salvo poi autosospendersi) nel luglio scorso, commentando un post su Facebook del senatore leghista Simone Pillon, aveva scritto: «E questi schifosi continuano imperterriti: ammazzateli tutti, ste lesbiche, gay e pedofili». Il post era stato cancellato, ma a polemica già esplosa. Giuseppe Cannata è stato costretto a abbandonare l’incarico di vicepresidente del consiglio comunale, ma non la sua carica di consigliere. Il tutto nonostante le oltre 18mila firme che erano state raccolte per chidere le sue dimissioni.

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Giuseppe Cannata ha scelto di non dimettersi

Nella giornata di ieri, nel corso del consiglio comunale, Giuseppe Cannata è intervenuto per provare a spiegare per l’ennesima volta quanto accaduto nei mesi scorsi. «Nessuno mi può far dimettere – ha affermato Cannata -: nemmeno Gesù Cristo. Voglio restare al mio posto per difendere le famiglie con padre e madre, difendere i bambini e combattere immgrazione selvaggia e utero in affitto». Poi, nel corso del suo intervento, ha citato il Vangelo: «Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare».

Nel suo intervento, Giuseppe Cannata ha citato il vangelo

Il suo intervento non è piaciuto nemmeno al resto della maggioranza di centrodestra, con il gruppo della Lega e quelli degli altri partiti della giunta che si sono dissociati dalle sue parole. Stando alla sua difesa, contestata anche dal pubblico presente – formato in gran parte da attivisti che si battono per la tutela dei diritti LGBT -, Cannata si sarebbe riferito, con quella frase, alle vicende di Bibbiano. Una motivazione non ritenuta convincente. Anche perché, quando nel corso della giornata si è votata una mozione su Bibbiano, il consigliere ex Fratelli d’Italia era già andato via.

Intanto, le opposizioni e le associazioni continuano a chiedere a gran voce le sue dimissioni. Anche perché l’episodio dello scorso luglio non era isolato: già in passato aveva attaccato gli omosessuali postando foto e commenti oltraggiosi. A suo carico, dopo i fatti contestati, c’è un’indagine per istigazione a delinquere, aggravata dalla commissione di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici e telematici.

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