Un giudice è finito sotto scorta dopo le minacce nei commenti a un post di Salvini

di Donato De Sena | 21/12/2018

salvini
  • Un giudice, Gerardo Boragine, è finito sotto scorta dopo le minacce ricevute nei commenti a un post su Fb di Matteo Salvini

  • «Evidentemente aggredire e lanciare sassi per qualcuno non è reato. Evviva la 'giustizia' italiana», aveva scritto il leader della Lega

Un giudice è finito sotto scorta dopo essere stato minacciato nei commenti a un post pubblicato su Facebook da Matteo Salvini. Si tratta di Gerardo Boragine, che sul web è stato «fatto oggetto di pensanti insulti e gravi minacce». La decisione di affidargli una scorta è stata assunta dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Lucca e resa nota dall’Anm Toscana. L’associazione dei magistrati ha espresso solidarietà al giudice.

Il giudice sotto scorta dopo le minacce nei commenti a un post di Salvini

Il messaggio online di Salvini è arrivato sabato 15 dicembre, per commentare la decisione di Boragine di assolvere 26 giovani processati per il loro comportamento a una manifestazione del 2015 a Viareggio contro il segretario della Lega. Erano accusati di adunata sediziosa. Il giudice li ha assolti perché «il fatto non sussiste». «Evidentemente aggredire e lanciare sassi per qualcuno non è reato. Evviva la ‘giustizia’ italiana, io tiro dritto!», è stato il commento del ministro dell’Interno su Facebook. Le parole forti nei commenti non si sono fatte attendere. Nelle risposte al messaggio del vicepremier e leader della Lega qualcuno ha perfino postato una foto di Boragine, mentre altri parlavano di «magistratura rossa». Qualche altro rifletteva: «Io direi cominciamo a insultare e a tirare sassi a questi giudici».

L’Anm Toscana in una nota ha respinto «con fermezza, in quanto lesivi dei valori di terzietà, autonomia e indipendenza propri dell’intera Magistratura, gli attacchi immotivati verso i singoli magistrati che svolgono il loro mandato soggetti soltanto alla legge, senza condizionamenti e pregiudizi ideologici». Salvini invece ha commentato: «Do tutta la mia solidarietà a chi si sente minacciato», ma – ha continuato il titolare del Viminale – «ritengo mio diritto e di chiunque parlare pubblicamente senza dover schivare pietre che volano ad altezza d’uomo». E poi: «Mi dissocio dalla violenza sempre e comunque».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Giovannini / Ansa. Screenshot dal profilo Facebook di Matteo Salvini)