Giovanni Toti dice che Salvini deve fare il suo predellino «altrimenti la Lega perderà ancora»

Il governatore della Liguria e le due ipotesi per ridare equilibrio al centrodestra

di Federico Pallone | 10/10/2020

Giovanni Toti
  • In un'intervista a Repubblica, Giovanni Toti rilancia il suo progetto politico

  • E fa in invito diretto a Matteo Salvini

«O il partito più grande, cioè la Lega, si fa carico di un nuovo predellino come fece Silvio Berlusconi quando ebbe l’idea di costruire il Popolo delle Libertà, dove tante anime potevano stare dentro, oppure una costituente tra tutti quelli come me e Mara Carfagna che non siamo di struttura strettamente leghista e vogliamo ricostruire la gamba moderata del centrodestra». Sono le due ipotesi per ridare un equilibrio al centrodestra secondo il governatore della Liguria Giovanni Toti, che attraverso un’intervista al quotidiano La Repubblica rilancia il suo progetto politico con questo invito diretto a Matteo Salvini.

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Secondo Toti «c’è una richiesta politica da parte degli elettori, cui non corrisponde un’offerta adeguata». E aggiunge: «Io e Mara eravamo convinti già qualche anno fa che occorresse ridare forza al centro, ma all’epoca non c’erano le condizioni». Per poi ragionare sui numeri: «Le ultime elezioni regionali, al di là del successo di alcune liste dei governatori come la mia, hanno prosciugato ulteriormente e elettoralmente il centro. Manca un 10% di voti e temo che Forza Italia non possa garantirli, oscillando tra il 4 e il 6%». Toti vuole rivolgersi «a tutti, compresi gli amici di Forza Italia», anche se è consapevole che «in primo luogo dipende da Salvini: l’errore principale che ha commesso sinora è stato quello di non capitalizzare il consenso elettorale che aveva ricevuto, per costruire una coalizione che superi quella del centrodestra modello seconda repubblica. Se la Lega ha politicamente e culturalmente la forza di superare se stessa, aprire i confini, cambiare gli statuti, accogliere tutti in una grande famiglia, bene, altrimenti proveremo noi a costruire un centro indispensabile per tornare a governare il Paese». Infine Giovanni Toti rileva il limite attuale dei sovranisti: «Il combinato disposto della crisi economica e del Covid, ha riportato nella opinione pubblica vasta voglia di normalità, responsabilità, competenza che mal si conciliano con proclami roboanti, asticelle troppo alte, promesse incompatibili con i conti pubblici».