La giovanile verde che mancava all’Italia: «Il movimento ecologista non è solo selfie in piazza»

Giovani Europeisti Verdi

Mentre le piazze dei Fridays for Future venivano svuotate dal lockdown, in Italia si è strutturata la prima giovanile ecologista da diverso tempo a questa parte. I Giovani Europeisti Verdi, nati formalmente nel novembre 2019 dopo un incontro a Crevalcore in provincia di Bologna, si sono dati un assetto nelle ultime settimane e hanno eletto i loro rappresentanti in video-conferenza, nel rispetto delle regole sul distanziamento sociale.

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Giovani Europeisti Verdi, cosa sono e qual è il loro obiettivo

Beatrice Rosica, 26 anni, Junior Consultant in ambito Pubblica Amministrazione a Roma, è un’attivista di Europa Verde in Abruzzo. Luca Boccoli, 22 anni, una tesi sulla desertificazione dei terreni Agricoli in Burkina Faso, è un attivista dei Fridays For Future. La piazza dei ragazzi che hanno seguito l’esempio di Greta Thunberg e la tradizione ecologista italiana hanno cercato (e trovato) un punto in comune e si sono dati un obiettivo ben preciso: quello di fare rete e di intervenire direttamente sui territori.

«I Giovani Europeisti Verdi sono formati da persone che non si conoscono tra loro – dice Beatrice Rosica a Giornalettismo -, ma che volevano supportare il progetto politico di Europa Verde. Subito dopo le elezioni europee del 2019 siamo stati uniti dall’esigenza di condividere gli stessi obiettivi. Per questo, già a novembre, abbiamo buttato giù delle idee che sono entrate a far parte della nostra dichiarazione d’intenti».

I modelli da seguire sono tanti. Greta Thunberg, ovviamente. Ma anche Alex Langer (morto esattamente 25 anni fa), la cui massima sul costruire ponti invece di muri resta ben scolpita nella lista dei valori che i Giovani Europeisti Verdi hanno stilato, e l’eurodeputata olandese 28enne Kim Van Sparrentak, eletta nell’ultima consultazione europea soprattutto grazie al suo contatto con il territorio di appartenenza. «La nostra giovanile – spiega Luca Boccoli – serve a mettere i ragazzi al centro, magari attraverso un trasferimento di conoscenze anche con le generazioni più esperte. La nostra azione sarà improntata al dialogo, anche con altre associazioni ecologiste in Italia, attraverso assemblee pubbliche di confronto. Nell’ultimo periodo si è parlato tanto di Stati Generali, bene noi vogliamo lanciare gli Stati Generazionali per avviare un percorso comune e condiviso».

I Giovani Europeisti Verdi e la sfida italiana dell’ecologia

Un percorso che, per forza di cose, deve basarsi su alcuni punti chiave, come dare al movimento ecologista giovanile una proposta partitica in cui identificarsi: «Nei Paesi del nord dell’Europa – ha continuato Luca Boccoli – le giovanili ecologiste sono fortissime. Noi puntiamo a creare delle relazioni anche qui in Italia, in modo tale da far capire a tanti ragazzi che c’è una parte della politica che è sensibile alle istanze delle piazze dei Fridays For Future. Del resto, non possiamo sempre pensare che le proposte vengano messe in atto da qualcun altro. Noi vogliamo agire in prima persona: saranno importanti fiducia e contatto diretto».

Ma la vera domanda è se le piazze dei Fridays For Future sono pronte al grande salto, a quello politico: «In Italia – dice Beatrice Rosica – i Verdi sono sempre stati visti esclusivamente come gli ambientalisti. Invece, vogliamo far passare che il concetto di ecologia è molto diverso, perché noi ci occupiamo di ambiente, ma anche di lavoro, di scuola, di trasporti, di energia. Non è un male far diventare l’ecologismo pop e se, per fare questo, c’è bisogno delle manifestazioni di piazza e dei selfie su Instagram, allora ben vengano. L’importante è non far diventare l’ecologismo soltanto un fenomeno da selfie, ma renderlo un vero e proprio stile di vita. Anche fuori dai social network».

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