Giorgia Meloni: «So che il voto degli italiani spesso sia troppo emotivo»

di Enzo Boldi | 14/11/2019

Giorgia Meloni

Dalla gavetta ai sondaggi, passando per gli insegnamenti di Berlusconi e la coscienza che fare opposizione sia più facile che governare. Giorgia Meloni racconta la sua storia (e quella di Fratelli d’Italia) a Il Fatto Quotidiano, svelando quali siano i suoi progetti futuri. Il sogno è, ovviamente, quello di diventare parte di un governo stabile, con tutti i rischi che ne conseguono a livello elettorale. Perché anche lei sa bene quanto il voto degli italiani sia fortemente emotivo ed è facile passare dalle stelle alle stalle, come dimostra la vicenda dei pentastellati.

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«Lo so che se verrà il governo sarà una prova dura. Sono ansiosa di mio e tento sempre di non promettere il paradiso – ha detto Giorgia Meloni a Il Fatto Quotidiano -. Ad esempio abbiamo proposto la flat tax per la parte incrementale del reddito; ti detasso solo la quota che hai guadagnato in più rispetto all’anno precedente. Niente pazzie col fisco. Ho misura, sento il rischio di fallire o deludere e prendo le distanze dagli eccessi».

Giorgia Meloni e il voto emotivo degli italiani

«Sono cosciente del rischio (di scendere nei sondaggi, ndr) e so che il voto degli italiani spesso sia troppo emotivo. Ma, a differenza di altri partiti, Fratelli d’Italia si è fatto la sua gavetta». Una storia fatta di piazze e strade battute anche alla ricerca di quei consensi che, dopo alcuni anni, stanno portando i loro frutti con sondaggi e risultati elettorali che – al netto degli ideali condivisibili o meno – sono sotto gli occhi di tutti. 

La lezione di Berlusconi

Dall’essere piccola al diventare grande. Il tutto con una metafora: «Ha presente il supermercato? Se il detersivo è sugli scaffali in bella vista, lei è disposto a fare la prova acquisto». Ed è così che, mettendosi in mostra, FdI è cresciuta. Poi il capitolo sul passato e gli insegnamenti: «Ricordo bene la lezione che ci dette Silvio Berlusconi qualche anno fa. Ripetere il medesimo concetto almeno sette volte perché davvero entri nella testa di tutti».

(foto di copertina:  Cosimo Martemucci/SOPA Images via ZUMA Wire)