Giorgia Meloni pronta a scendere in piazza per difendere Salvini sul caso Gregoretti

di Ilaria Roncone | 11/01/2020

caso gregoretti
  • "Anche @FratellidItaIia pronta a scendere in piazza per il caso #Gregoretti"

  • Le divergenze tra la lader di FdI e Salvini (semmai ci fossero realmente state) sembrano appianate

  • In vista delle elezioni in Emilia-Romagna e Calabria il centrodestra si fa vedere unito e compatto

Giorgia Meloni è pronta a difendere a spada tratta Matteo Salvini sul caso Gregoretti. Pubblicamente, si intende, anche in piazza. La storia si ripete, quindi, nonostante i due arrivino da un periodo di divergenze (almeno in apparenza). Dopo il caso Diciotti, in cui la posizione della leader di FdI ha contribuito a salvare Salvini, anche per il caso Gregoretti Giorgia Meloni non si tira indietro e si dichiara accanto a Salvini insieme al suo partito con un tweet.

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Il tweet di Giorgia Meloni sul caso Gregoretti

Una comunicazione diretta a Matteo Salvini (e agli elettori): Giorgia Meloni nel suo tweet afferma che sia lei che Fratelli d’Italia sono ponti a scendere in piazza per il caso Gregoretti. Dopo gli ultimi tempi in cui i due leader non sembravano andare tanto d’amore e d’accordo arriva la svolta. Avranno appianato le divergenze, se di divergenze si può realmente parlare? Il «centrodestra compatto sia pronto ad una mobilitazione nazionale!» è ed è sempre stato pronto alle imminenti elezioni in Emilia-Romagna – portate ormai su un piano nazionale – e in Calabria.

Meloni-Salvini: divergenze di carattere meramente elettorale

Dopo le divergenze di carattere meramente elettorale che sembrano aver diviso i due leader prima di Natale la tattica adesso, a quindici giorni dalle elezioni, è quella di trasmettere un’immagine di centrodestra forte e compatto. La coalizione vuole far passare un messaggio ben chiaro: sono pronti a governare la nazione insieme. La mossa, infatti, è proprio quella di tornare ad associare i propri nomi e le proprie immagini in vista del 26 gennaio emiliano-romagnolo e calabrese. Tutto quello che ha riguardato i disaccordi sulla legge elettorale, sull’apertura di Salvini ad altre forze politiche e sulla legge elettorale sembra essere rimasto nell’anno vecchio senza troppi problemi.