Il cartello con cui Giorgia Meloni dice che è stata la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene da Bibbiano

di Ilaria Roncone | 19/01/2020

giorgia meloni
  • Siamo in campana elettorale e Giorgia Meloni va a Bibbiano per ribadire che Fratelli d'Italia si occupa della questione

  • Continuano le accuse al Pd

  • La Corte di Strasburgo ha però stabilito che vale il principio di innocenza fino alla sentenza

Bibbiano senza fine. Non solo nei tribunali ma anche sui social, soprattutto sui profili di alcuni politici. Continua la strumentalizzazione politica di fatti che sono ancora da accertare e che sono stati utilizzati in particolare da Meloni, Di Maio, Salvini e Borgonzoni per fare propaganda politica contro il PD. Quello stesso PD che è stato definito partito di Bibbiano, appunto. Giorgia Meloni nella giornata di ieri si è fatta filmare durante una diretta Facebook davanti al cartello di Bibbiano dicendo che Fratelli d’Italia non permetterà ai riflettori di spegnersi su questa questione e accusando il PD.

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Giorgia Meloni e il cartello fuori Bibbiano: «Saremo gli ultimi ad andarcene»

Agguerrita come non mai, la leader di Fratelli d’Italia, che ha dovuto sicuramente abbassare i toni dopo che la Corte di Strasburgo ha affermato che «il principio di innocenza si estrinseca anche nel divieto per le autorità di rilasciare dichiarazioni pubbliche da cui emerga un anticipato giudizio di colpevolezza». Non si può parlare dei presunti colpevoli come se fossero certamente colpevoli, insomma, fino a che non verrà emesso un chiaro verdetto. Considerato che il clamore mediatico attorno alla vicenda è talmente tanto che l’immagine degli indagati è stata dichiarata distrutta senza che ancora vi sia certezza della colpevolezza, Giorgia Meloni ha parlato al PD.

«Non dico sia colpa del PD ma se qualcuno sbaglia deve pagare»

Durante la diretta Facebook la Meloni ha voluto rimarcare che lei e il suo partito sono i primi ad essere arrivati a Bibbiano e gli ultimi che se andranno. Quanto meno parla al condizionale e di eventualità, la leader di FdI, denunciando che i fatti di Bibbiano – qualora si rivelassero veri – dovrebbero accendere un campanello d’allarme sul sistema di affidi italiano. Da qui le accuse al PD, che seppure «non può conoscere il lavoro di tutti i suoi rappresentanti» ha «sempre espresso solidarietà a un sindaco che era indagato nell’ambito di una vicenda così grave». Un sindaco che, come ci ricorda la cronaca, è stato ritenuto dalla Cassazione coinvolto in maniera marginale nella vicenda Bibbiano. La Meloni ha anche accusato il Partito Democratico di aver votato contro un emendamento di FdI che chiedeva l’istituzione di un fondo per risarcire le famiglie che abbiano subito torti da parte dell’amministrazione. «E se poi qualcuno sarà innocente, meglio. Ma a occhio non è così. Fino al terzo grado di giudizio noi terremo le luci accese su Bibbiano».