Giorgia Meloni: «Non possiamo permetterci Azzolina, a confronto Toninelli era Zichichi»

di Gianmichele Laino | 04/07/2020

Giorgia Meloni

A fare gli onori di casa, nella piazza del centrodestra di quest’oggi è stata Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha tenuto il suo comizio d’apertura a Piazza del Popolo. Un comizio in cui ha parlato del progetto della destra per l’Italia, in cui ha accusato pesantemente la maggioranza di governo e in cui ha mostrato i denti, chiamando a raccolta il popolo del centrodestra nel mese di ottobre, annunciando una piazza da 2 milioni di persone.

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L’intervento di Giorgia Meloni

Giorgia Meloni ha attaccato il download dell’app Immuni, un must ormai della propaganda della leader, e ha sostenuto che l’applicazione tracci gli spostamenti dei cittadini (una informazione non corretta rispetto a quello che effettivamente l’app Immuni sta facendo). Poi, ne ha per tutti, soprattutto per il Movimento 5 Stelle.

«I Cinquestelle volevano combattere le autoblu – ha detto la Meloni -, poi si sono seduti sui comodi sedili in pelle e le autoblu sono aumentate del 30%. Noi vogliamo una spesa pubblica virtuosa, vogliamo le infrastrutture e l’alta velocità. Chi è erede della grandezza di Roma non può avere paura oggi di costruire un ponte o una strada. Così come dobbiamo sistemare le scuole perché chi ha una cultura come la nostra non può insegnare in edifici che cadono a pezzi».

Giorgia Meloni e le parole su Azzolina

«Le nostre proposte non verranno ascoltate perché non c’è neanche l’umiltà di approfondire quello che abbiamo chiesto per salvare questa nazione. Ma l’Italia non può permettersi Conte, Di Maio, il sommo scarceratore di mafiosi Bonafede, non può permettersi la Azzolina al cui confronto Toninelli era Zichichi. Ora ci sono le elezioni regionali che noi vinceremo, ma non ci basta. E se le persone restano incollate alle poltrone, quando scenderemo in piazza a ottobre saremo 2 milioni e non una piazza contingentata.

Quando tornerà la democrazia, teniamoci pronti perché vi chiameremo e toccherà a noi dare all’Italia un governo solido, libereremo noi l’Italia dalla zavorra e torneremo a stupire il mondo: non dimenticatevi che noi siamo l’Italia.