Gentiloni vuole modificare il patto di stabilità europeo entro il 2020

di Redazione | 09/12/2019

Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni ha rilasciato la sua prima intervista da commissario degli affari economici e monetari dell’Unione Europea. L’ex primo ministro italiano ha parlato con il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, ponendo all’attenzione dei lettori subito la sua intenzione di lavorare insieme a Ursula Von der Leyen per modificare il patto di stabilità europeo.

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Gentiloni punta al cambio del patto di stabilità europeo

Il patto di stabilità europeo prevede alcuni paletti stringenti, che risalgono direttamente al trattato di Maastricht del 1992, tra cui i target del debito al 60% del Pil e del deficit al 3% del Pil. Soltanto nel 2015 alcune norme sono state aggiornate, creando una maggiore flessibilità per gli Stati. L’Italia tra i paesi dell’Unione Europea è quello che ne ha beneficiato di più nel corso degli anni.

Ma adesso, visto il nuovo quadro economico e le sfide che l’Unione Europea si troverà ad affrontare nei prossimi anni, Paolo Gentiloni ha espresso la necessità, da parte della nuova commissione europea, di aggiornare proprio questo patto di stabilità e crescita. Secondo l’ex presidente del Consiglio, che ha parlato con il quotidiano tedesco, la misura è nata in un contesto economico all’interno del quale era ben presente l’aspetto della crisi. Una delle più gravi che ha investito l’Europa nell’ultimo secolo.

Gentiloni spiega le motivazioni di questa revisione

«Ma siamo fuori da questa crisi – ha affermato Paolo Gentiloni – e ora abbiamo altre sfide da affrontare: la lotta ai cambiamenti climatici e il pericolo di bassa crescita e bassa inflazione per lungo tempo. Pertanto, il quadro dovrebbe essere adattato gradualmente per questo nuovo tempo». Non è un caso che sia stato proprio Gentiloni a parlare per primo, nella nuova squadra di commissari europei, della revisione del Patto di stabilità. Sia per la materia di cui è competente nella nuova squadra di Ursula Von der Leyen, sia per il fatto di essere originario di un Paese che, recentemente, ha sempre avuto problemi nel quadro economico.

«Non affronterò questo aspetto usando due pesi e due misure» – ha detto Gentiloni, rispondendo alle obiezioni di chi – tra i politici europei – aveva ritenuto inopportuno che sarebbe stato un italiano ad affrontare i problemi economici dell’Unione Europea. Secondo Gentiloni, di revisione si potrà iniziare a parlare già nei prossimi mesi, per arrivare a una sintesi già nella seconda metà del 2020.