Le giornaliste iraniane che si dimettono dopo le ‘bufale’ di Stato sul missile che ha colpito l’aereo

di Enzo Boldi | 15/01/2020

Gelare Jabbari

La misura era colma e la ricorsa alla propaganda governativa a tutti i costi ha provocato diverse reazioni. In Iran, dopo che gli organi di Stato avevano prima negato l’abbattimento (ora sarà da valutare se si sia trattato di un errore) del Boeing ucraino colpito da due missili lanciati da una base militare di Teheran e aver raccontato dell’uccisione (mai avvenuta) di 80 militari americani negli attacchi in Iraq dopo l’uccisione di Soleimani, ecco arrivare i primi pentimenti di una narrazione irreale. La prima a muovere le fila è stata la giornalista Gelare Jabbari, volto per 13 anni della televisione di Stato.

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«Perdonatemi per avervi mentito per 13 anni. Non tornerò mai più in televisione», ha scritto sul proprio profilo Instagram Gelare Jabbari. Un addio a quel lavoro e quel ruolo ricoperto per anni. Seguendo quanto scritto dalla donna sui social, le bugie sulle responsabilità dell’abbattimento dell’Ukraine Airlines sarebbero solamente le ultime di una lunga serie. Un continuum che ha portato la donna a dire addio al suo lavoro.

Gelare Jabbari e le giornaliste che si sono dimesse in Iran

Insieme a lei, si sono dimesse dal loro ruolo di presentatrici della tv di Stato iraniana anche Saba Rad e Zahra Khatami. I motivi, secondo quanto riportato dall’emittente Al Arabiya, sono da ricercare proprio su quelle indicazioni, poi rivelatesi false, date dal governo di Teheran e che sono state rese pubbliche in diretta nei vari approfondimenti giornalistici. Una summa che ha portato a questa scelta, appoggiata anche dall’associazione dei giornalisti locali.

Il comunicato dell’associazione dei giornalisti di Teheran

«Ciò che mette a rischio la nostra società in questo momento non sono soltanto i missili o gli attacchi militari, ma la mancanza di media liberi. Nascondere la verità e diffondere bugie traumatizza l’opinione pubblica. Quel che è accaduto è una catastrofe per i media in Iran». Parole che confermano un clima ormai devastato in Iran, con la credibilità della stampa messa a repentaglio da scelte auto-difensive del governo.

(foto di copertina: da profilo Instagram di Gelare Jabbari)

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