Smettiamola di lamentarci: la puntata di Game of Thrones non era «troppo scura»

di Gaia Mellone | 02/05/2019

Smettiamola di lamentarci che la puntata di Game of Thrones era «troppo scura»
  • La terza puntata de Il Trono di Spade è stata una puntata epica e risolutiva per una delle più grandi minacce di Westeros

  • Molti fan in tutto il mondo si sono lamentati che fosse "troppo scura"

  • Il direttore della fotografia ha dovuto spiegare il perché, e invitare i fan a sistemare la propria tv la prossima volta

Alle lamentele non c’è mai fine. E anche di fronte ad una puntata epica di Game of Thrones come quella della “battaglia di Winterfell” , c’è ancora chi ha il coraggio di lamentarsi che era «troppo scura». Tanto che persino il direttore della fotografia ha dovuto rispondere a diverse testate, evidentemente scioccato: «Lo so che era scura, l’ho girata io».

Smettiamola di lamentarci: la puntata di Game of Thrones non era «troppo scura»

La terza puntata dell’ottava e conclusiva stagione del Trono di Spade è scura, ed è giusto che sia così. Per diversi motivi. Innanzitutto, di notte c’è il buio. L’intento era quello di dare allo spettatore la sensazione di realismo, fattore a cui ha contribuito anche l’assenza di una colonna sonora, riservata con intelligenza solo ai momenti chiave. Chiaro è che stiamo parlando di realismo in una serie tv, quindi finzione per definizione, dove ci sono draghi e zombie.  In secondo luogo, la battaglia ha il nome de “la lunga notte“: un concetto che già si spiega da sé. Notte equivale a buio.

Terzo, i momenti di luce hanno un valore estremamente significativo: la luce del fuoco dei draghi, le fiamme accese da Melisandre lungo la trincea, le lame infuocate dei Dothraki che si spengono nel nulla, le fiamme che avvolgono il re della Notte. Sono tutti momenti in cui la contrapposizione tra buio e luce diventa sinonimo della battaglia tra il bene e il male. Se tutto fosse stato illuminato a giorno, non avrebbe avuto senso.

Il direttore della fotografia: «Lo so, l’ho girata io» ed ha ragione

Infine, e su questo ha battuto il piede in tutte le sue interviste Fabian Wagner, direttore della fotografia, il problema non è su come è stata girata, ma su come è stata trasmessa. Guardandola on demand su Sky il problema non è il buio, ma la trasmissione. I pixel emergono per colpa dello streaming, e se i neri non sono davvero neri, è un problema del dispositivo. «Gran parte del problema è che molte persone non sanno come regolare i propri televisori correttamente» ha dichiarato Wagner a Wired UK, aggiungendo che «molte persone, purtroppo, lo guardano anche su piccoli iPad, che comunque non possono rendere giustizia a uno spettacolo del genere». Perché il terzo episodio de Il Trono di Spade èì un’opera maestosa, pensata come se fosse un film e girata in tal senso. «Abbiamo cercato di offrire agli spettatori e ai fan un episodio interessante da guardare» ha continuato Wagner, aggiungendo anche una bella freddura: «So che non era troppo buia perché l’ho girata io».

La terza puntata può essere criticata da un punto di vista narrativo: c’è chi si è lamentato perché si aspettava morti più importanti, chi crede che il Re della notte non possa andarsene così velocemente dopo la tanta attesa creata nelle precedenti sette stagioni, chi voleva che fosse Jon Snow l’eroe etc etc. Indubbiamente però, la battaglia di Winterfell è uno degli episodi migliori di tutta la saga, e se non è sufficiente godere della puntata per convincervi, basta guardare il “behind the scene” per rendersene conto.

 

E sopratutto, se ancora non sopportate quelle scene troppo scure, riguardatela in 1080p ( non facciamo finta di non sapere di cosa si parla), magari di sera e con le luci spente. E vedrete, nel buio, che vi ricrederete.

(credits immagine di copertina: frame Youtube GameofThrones)