I fratelli Bianchi fermati con la scusa di un controllo all’auto: i carabinieri temevano la reazione

È stato raccontato anche come i due sono stati trasportati in caserma

di Redazione | 10/09/2020

omicidio volontario Willy

I fratelli Bianchi sono stati individuati pochi minuti dopo il pestaggio fatale per Willy Monteiro Duarte. I Carabinieri, infatti, si sono basati subito sulle ricostruzioni di Antonio Carella, il maresciallo che non era in servizio quella notte, ma che vive a pochi metri dal luogo della rissa, di fronte al Duedipicche. Quest’ultimo non ha mai perso contatto con il suv che ha fatto irruzione sulla scena, né tantomeno con le persone che hanno circondato – per motivi diversi – il 21enne.

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Fratelli Bianchi, come i carabinieri hanno deciso di fermarli

Per questo motivo, in base alla descrizione del suv e in base a una foto che un amico di Willy era riuscito a scattare e che Antonio Carella ha prontamente girato ai suoi colleghi, sono stati immediatamente identificati i fratelli Bianchi che erano già conosciuti dalle forze dell’ordine. Questi ultimi si erano recati presso il bistrot di famiglia ad Artena. 

Tuttavia, i carabinieri – al momento dell’arrivo davanti al bistrot – si sono resi conto di essere in numero inferiore rispetto alle persone che si trovavano nel bistrot dei Bianchi. Temendo una reazione scomposta, li hanno avvicinati con la scusa di alcuni controlli all’auto. Quando i fratelli Bianchi si sono tranquillizzati perché pensavano a una questione di eccessi di velocità, facilmente risolvibile, i carabinieri hanno comunicato loro la notizia della morte di Willy Monteiro Duarte. E che avrebbero fatto meglio a seguirli in caserma a Colleferro.