Francia e Natale, due premi Nobel propongono un lockdown dal 1° al 20 dicembre

In Francia la situazione contagi è preoccupante e gli esperti avanzano proposte per evitare un picco post feste natalizie

di Ilaria Roncone | 27/09/2020

Al Natale manca ancora parecchio – poco meno di tre mesi – eppure in Francia alcuni esperti e due premi Nobel per l’Economia si stanno preoccupando non poco. Sono oltre 14 mila i nuovi casi e 39 i morti su tutto il territorio – con gli ospedali di Marsiglia e Lione che stanno andando in sofferenza -, dati che fanno vivere al paese un momento di grande apprensione. Chiudere – come in moltissimi altri paesi – sembra impossibile e non auspicabile per l’economia già provata ma secondo i premi Nobel per l’Economia 2019 Esther Duflo e Anhijit Banerjee bisogna pensare a un lockdown Natale così da evitare il contagio degli anziani.

LEGGI ANCHE >>> I timori del comitato tecnico-scientifico per un eventuale lockdown a Roma

La proposta di lockdown Natale in Francia

Si fa dunque strada l’ipotesi di un lockdown nel periodo dell’avvento, precisamente dal 1° al 20 dicembre, proprio quel periodo in cui tutti ci affanniamo a girare per negozi e fare compere. Un Natale annullato? No. Nei piani di chi l’ha proposto ci sono vari modi per preservare le tradizioni: regali comprati a novembre con saldi anticipati e aperture fuori orario, potenziamento delle vendite online e negozi comunque aperti per garantire che le consegne siano fatte a tutti per tempo. Il tutto allo scopo di evitare di «annullare il Natale o riconfinare tutti in circostanze ben peggiori 15 giorni più tardi». Per gli esperti in Francia agire prima che il virus abbia infettato un numero consistente di persone e arrivi – complici le feste di Natale – agli ultrasettantenni è la sola soluzione possibile.

«Unica speranza di salvare il Natale e le vite dei nonni»

I due economisti – appoggiati da molti esperti scientifici – hanno parlato di questa opzione come «unica speranza di salvare il Natale e soprattutto le vite degli anziani». Sono proprio «le riunioni di famiglia, con i loro lunghi momenti di convivialità a tavola, sono purtroppo propizi ai contagi. Negli Stati Uniti, i lunghi weekend del Memorial Day di fine maggio e della Festa dell’indipendenza del 4 luglio sono stati seguiti da un picco di contaminazioni», hanno chiarito, aggiungendo che per via dell’arrivo della brutta stagione anche i giovani tenderanno a chiudersi a casa con gli amici ma poi andranno nelle case dei nonni per le feste natalizie, con tutti i rischi annessi.

Il ministro della Sanita: «Non vogliamo riconfinare il Paese»

Se da un lato ci sono gli esperti, dall’altro ci sono i politici. In prima linea contro l’idea di un nuovo lockdown programmato troviamo il ministro della Sanita francese Olivier Véran: «Non vogliamo riconfinare il Paese. E vogliamo che i francesi possano passare le feste di fine anno in famiglia. Anticipare un confinamento di tre settimane mi sembra qualcosa che assomiglia a una predizione. Io non mi proietto tra due mesi, ma valuto la situazione giorno per giorno». Proprio a causa di questa filosofia, però, secondo i premi Nobel la situazione in Francia sarebbe precipitata.