Salone del Libro, fondatore di Altaforte rincara la dose: «Un po’ di dittatura non fa male»

di Gianmichele Laino | 07/05/2019

Francesco Polacchi
  • Non si placano le polemiche sulla partecipazione di Francesco Polacchi al Salone del Libro di Torino

  • Il fondatore di Altaforte ieri si era dichiarato fascista

  • Oggi ha affermato che un po' di dittatura non fa mai male

Potrebbe essere benissimo una sorta di gioco di provocazione. Ma le dichiarazioni rilasciate da Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice Altaforte vicina a Casapound, fanno di tutto per gettare benzina sul fuoco della sua partecipazione al Salone del libro di Torino. La casa editrice presenterà, con l’autrice, un libro dedicato a Matteo Salvini. In virtù di questo fatto, diversi editori e istituzioni hanno annunciato la loro defezione, non ultimo il museo di Auschwitz.

Francesco Polacchi e le sue dichiarazioni sul Salone del libro a Torino

Ieri, Polacchi si era definito fascista e aveva detto che gli antifascisti rappresentano il vero problema dell’Italia. Oggi, attraverso le colonne de La Stampa ha rilasciato una ulteriore dichiarazione che ha alimentato le proteste di chi diserterà il Salone del Libro di Torino.

Francesco Polacchi apprezza un po’ di dittatura

«Ritengo – ha affermato – che il fascismo sia stato il movimento storico e politico che ha ricostruito una nazione che era uscita perdente dalla prima guerra mondiale. E la dittatura? Un po’ di dittatura non fa mai male». Francesco Polacchi ha soltanto preso le distanze da chi, come il museo di Auschwitz, lo ha accusato (o ha accusato il movimento di cui fa parte) di negare l’olocausto degli ebrei nel corso della seconda guerra mondiale.

«Sulle questioni storiche che riguardano tragedie personali – dice – ho una posizione morigerata. Sulla shoah ho avuto posizioni concilianti con tutti, non ho mai espresso giudizi e non ho mai messo in dubbio questo». Polacchi ha ribadito di aver timore, soprattutto per i suoi collaboratori, che lo stand di Altaforte possa essere preso d’assalto dagli antifascisti.

Tuttavia, con le sue dichiarazioni continua ad alimentare la disputa intorno alla presenza della sua casa editrice al Salone Internazionale del Libro di Torino. Parlando in toni entusiastici di fascismo e dittatura non aiuterà di certo ad accettare la sua partecipazione a uno dei più importanti eventi culturali italiani.

FOTO: ANSA