Un arresto per turbativa d’asta sulle mascherine: «Il carico dichiarato bloccato in Cina non esisteva»

di Redazione | 09/04/2020

Antonino Candela
  • Il bando Consip sulla fornitura delle mascherine ha evidenziato un problema

  • La guardia di Finanza ha effettuato un arresto di un imprenditore

  • Aveva dichiarato un carico inesistente di mascherine

Le gare per procurare mascherine in questa fase dell’emergenza coronavirus non sono senza ostacoli. Lo dimostra l’indagine condotta dalla Procura di Roma e portata avanti dagli uomini della Guardia di Finanza che in pochi giorni hanno potuto smascherare una presunta turbativa d’asta rispetto al bando Consip per la fornitura di mascherine alle istituzioni sanitarie italiane e non solo. Si parla di un lotto relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche per un importo complessivo di 15,8 milioni. Per questo motivo, la Guardia di Finanza ha arrestato l’imprenditore 41ene Antonio Ieffi, dopo la denuncia della Comsip alla Procura della Repubblica di Roma.

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Fornitura mascherine, primo arresto della Guardia di Finanza

La società Biocrea Società Agricola a Responsabilità Limitata, alla quale Ieffi non risultava apparentemente in alcun modo collegato, si era aggiudicata il lotto da 24 milioni di mascherine, prendendo l’impegno di consegnare parte del carico (3 milioni di mascherine) entro tre giorni dall’ordine. Questo lotto di mascherine, tuttavia, non sarebbe mai arrivato.

Nella nota della Guardia di Finanza che ha accompagnato il provvedimento di custodia cautelare si spiega chiaramente il perché di quanto accaduto: «Ieffi, che interloquiva per conto dell’impresa sebbene non risultasse nella compagine societaria, ha lamentato l’esistenza di problematiche organizzative relative al volo di trasferimento della merce, asseritamente già disponibile in un punto di stoccaggio in Cina».

Fornitura mascherine e il carico inesistente

Questio inadempimento alla data di scadenza prevista nel contratto per la prima consegna di mascherine è andato avanti per diverso tempo, portando la Guardia di Finanza a volerci vedere chiaro. Attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane, dunque, veniva effettuata un’ispezione presso l’aeroporto cinese di Guangzhou Baiyun, che accertava l’inesistenza del carico dichiarato.

Non mancano dunque i problemi, anche in una fase emergenziale. I bandi sono comunque posti sotto osservazione, nonostante le tempistiche ridotte per le forniture di presidi medico-chirurgici.