Un fondo in memoria di Antonio Megalizzi per le radio universitarie

di Redazione | 19/11/2019

  • Antonio Megalizzi e Bartosz Orent-Niedzielski sono i ragazzi morti nell’attentato a Strasburgo dell'11 dicembre 2018

  • Erano operatori radiofonici universitari, membri della redazione di Europhonica, format del network RadUni

  • Lo studio radiofonico della sede del Parlamento Europeo porta i loro nomi

Quando si sono accese le prime luci rosse “on air” delle radio universitarie, davanti ai microfoni c’erano pochi sognatori con tanta voglia di comunicare, di esprimersi, di diffondere musica, cultura, valori. Voci isolate: Siena per prima, poi Teramo, Verona, Padova, Trento e così via. Quelle che sembravano esperienze laboratoriali o realtà confinate all’interno di un ateneo, si sono piano piano aperte diventando poli di aggregazione e comunità sempre più numerose.

Proprio in questo modo è nata RadUni, l’Associazione che dal 2006 riunisce gli operatori Radiofonici Universitari di tutta Italia: ad oggi 32 emittenti, quasi 200 soci, 13 edizioni del FRU (l’annuale Festival delle Radio Universitarie), ospitato di volta in volta in una città diversa. Una vera e propria rete che dà opportunità di confronto e approfondimento, che realizza progetti e format condivisi, che mette in contatto realtà diverse promuovendo lo scambio di idee e la riflessione. Uno dei progetti più brillanti di RadUni è il format Europhonica, che quest’anno si è aggiudicato il Premio Europeo Carlo Magno della Gioventù. E proprio della redazione di Europhonica faceva parte Antonio Megalizzi, il reporter che ha tragicamente perso la vita insieme all’amico e collega Barto Pedro Orent-Niedzielski detto Bartek nell’attentato di Strasburgo dello scorso 11 dicembre. I due erano lì proprio per seguire la sessione plenaria del Parlamento Ue.

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Fondo Antonio Megalizzi: la proposta di legge

Proprio ad Antonio Megalizzi è dedicata la proposta di legge presentata oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati di Roma. Iniziativa dell’On. Alessia Rotta, questa proposta di legge ha l’obiettivo di sostenere le radio universitarie italiane con un fondo che porta il nome del giovane reporter di RadUni, proprio per incrementare le possibilità offerte da questa fertile realtà, per consentirne la crescita e per dare maggiori possibilità di realizzare iniziative.

Il Fondo Antonio Megalizzi nasce proprio per portare avanti il messaggio di amore, solidarietà, impegno e fratellanza di cui Antonio e Bartek erano convinti sostenitori, così che la loro eredità possa trasformarsi in un’opportunità concreta per altri aspiranti speaker, giornalisti, redattori, reporter. All’articolo 1, si parla nello specifico di uno stanziamento pari a 3 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.

Durante la conferenza stampa Alice Plata, segretario RadUni ha infatti spiegato:

«Quanto accaduto a dicembre è stato uno stimolo per tutti i soci, per attivarsi e realizzare azioni concrete, non solo di memoria, ma anche azioni che vogliono tramandare il pensiero dei nostri amici e colleghi. Loro ci ispirano, ispirano tutti i radiofonici italiani. Con questa proposta di legge che porta il nome di Antonio Megalizzi sappiamo che un domani i radiofonici universitari italiani che non hanno vissuto l’esperienza travagliata di questo ultimo anno ricorderanno comunque Antonio per la sua importanza, per la sua volontà».

Le parole di Alessia Rotta

Nel corso della presentazione del fondo è intervenuta anche la promotrice dell’iniziativa, l’onorevole Alessia Rotta:

«Ricordando Antonio, giornalista europeo, non si può non mettere in evidenza il contributo delle radio universitarie per garantire il pluralismo informativo, prerogativa di un Paese democratico. La radio universitaria è per definizione il luogo del confronto, del dibattito e dell’approfondimento, con il compito di stimolare la riflessione, la conoscenza e di restituire la realtà nella sua complessità».