Il giornalista della notizia dei fondi venezuelani al M5S: «Grazie a un software so che Di Maio, Crimi e Grillo hanno letto le mie domande»

Al momento, la replica pubblica sui fondi M5S che sarebbero arrivati dal Venezuela è stata affidata alla stampa. Una fake news, questa la posizione ufficiale dei pentastellati, che hanno rispedito al mittente il documento pubblicato dalla testata spagnola ABC. Il giornalista che ha curato l’inchiesta, tuttavia, si è difeso e ha affermato di aver verificato più volte le fonti della propria notizia.

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Fondi M5S, il giornalista che inviò le domande ai componenti del M5S

Marcos García Rey, infatti, è un giornalista investigativo, un free-lance che fa parte del consorzio internazionale del giornalismo investigativo, l’Icij. Ha affermato che i documenti che darebbero notizia del finanziamento da 3,5 milioni di euro arrivati dal Venezuela all’Italia gli sono arrivati per posta, ma da una fonte qualificata, che già in passato gli aveva fornito delle notizie importanti e interessanti.

Inoltre, svela un dettaglio in merito alle repliche delle persone direttamente coinvolte. Nell’articolo uscito nella giornata di ieri, infatti, Marcos García Rey aveva detto di aver chiesto informazioni e repliche al console italiano Giancarlo Di Martino – che viene indicato come il presunto intermediario della transazione -, all’ex capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, all’attuale capo politico Vito Crimi e al guru del Movimento Beppe Grillo, non ricevendo risposte da nessuno degli attori della questione.

Il software utilizzato per controllare la lettura delle mail sui fondi M5S

«Ho inviato minimo due mail a ciascuno – ha detto al Corriere della Sera -. E con un piccolo software ho anche la prova che abbiano letto le mie domande. So anche per quanto tempo e con che dispositivo». Dunque, la questione non è arrivata come un fulmine a ciel sereno per il M5S. Le mail del giornalista sarebbero state lette dai diversi protagonisti che, a questo punto, avrebbero scelto di non dare seguito all’inchiesta giornalistica, lasciando che facesse il suo corso. Ma Marcos García Rey – che dice di non aver mai preso una querela in vita sua – si è tutelato, mettendosi al riparo, con l’impiego di un software, da eventuali contestazioni.

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