Foa: «In Rai servono più voci dal mondo cattolico. Più italianità per contrastare Netfilx»

di Enzo Boldi | 05/05/2019

Foa
  • Parlando dal palco di Dogliani, Marcello Foa sostiene che in Rai ci siano poche voci cattoliche

  • Si auspica maggior spazio a giornalisti e membri della Chiese e chiede maggiore italianità per contrastare Netflix

  • Poi torna sul compenso di Fabio Fazio, giudicato troppo elevato per i profili della televisione pubblica

Prima la Chiesa, prima l’italianità. Dal palco del Festival della Tv e dei Nuovi Media, a Dogliani (in provincia di Cuneo, Piemonte), Marcello Foa lancia alcune ipotesi che dovrebbero portare a una crescita esponenziale della televisione pubblica. Prima di tutto, secondo il presidente della Rai, occorre dare più spazio alle voci cattoliche all’interno dei palinsesti; poi bisogna puntare sui prodotto made in Italy per contrastare l’ascesa inesorabile della tv in streaming di Netflix.

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«La voce cattolica ha un livello di rappresentanza che non rispetta l’identità culturale del Paese. Ci sono sensibilità che non hanno abbastanza rappresentanza nel mondo giornalistico Rai – ha detto Marcello Foa dal palco di Dogliani -. Bisogna che il mondo Rai diventi più pluralista, io auspico più presenza cattolica in Rai». Trasmettere la messa la domenica, ospitare programmi di approfondimento come ‘A sua immagine’ e mandare in onda l’Angelus del Papa da piazza San Pietro (tra i tanti esempi), dunque, sembra non essere sufficiente per il presidente della televisione pubblica.

Foa, la scarsa presenza della Chiesa in Rai e Netflix

Non solo casa (Rai) e Chiesa. Marcello Foa ha parlato anche del successo della televisione in streaming, con il grande successo di alcune serie tv e film online su piattaforme che fanno solamente questo: «Netflix è una realtà molto importante ma non sappiamo quanti spettatori abbia – ha osservato – nell’era della globalizzazione anche mediatica solo un servizio pubblico che vuole restare tale può raccontare l’Italia. Netflix infatti è interessato a raccontare il nostro Paese solo se questo ha un riflesso sul mercato globale. Noi riusciremo a contrastare Netflix solo accentuando la nostra italianità».

Il contratto di Fabio Fazio

Poteva mancare l’assist a una battaglia di Matteo Salvini? Ovviamente no. Così Marcello Foa torna a parlare anche del contratto del conduttore di Che tempo che fa: «Il compenso di cui beneficia Fabio Fazio è molto elevato al di sopra di qualunque altra valutazione di merito che può essere fatta rispetto agli ascolti che fa. Nella Rai del cambiamento che vuole essere anche rispettosa del canone pubblico è chiaro che per quanto vincolato da un contratto che la Rai naturalmente deve rispettare si pone un problema di opportunità».

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)