Come Flixbus torna a collegare l’Italia dopo il lockdown: «Autobus essenziali, il governo ascolti il nostro grido d’aiuto»

Flixbus

Nel corso della conferenza stampa convocata mercoledì 3 maggio dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si sono sentite parole e progetti relativi alle infrastrutture e ai trasporti. Si è riparlato, addirittura, del ponte sullo Stretto, si è discusso di come verranno incentivate le linee dell’alta velocità ferroviaria. Ma non c’è stato nessun passaggio riguardante il settore del trasporto su gomma. Flixbus, che è leader di questo settore, si auspica che l’esecutivo corregga il tiro in sede di conversione del DL Rilancio, prevedendo degli aiuti anche per i collegamenti via autobus.

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Flixbus torna a collegare l’Italia, ma c’è delusione per la mancanza di assistenza

In modo particolare – ha spiegato a Giornalettismo Andrea Incondi, Managing Director FlixBus Italia -, Flixbus è ripartito su 70 linee a fronte delle 500 che copriva nel periodo precedente al lockdown. Un modo per riavviare i collegamenti e la circolazione nel Paese che, però, presenta delle evidenti difficoltà: «Quella con cui ci siamo dovuti misurare è una situazione assolutamente inedita – ci spiega -, che per tutto il settore ha avuto implicazioni serie, tanto strettamente finanziarie quanto di ordine organizzativo, e che ha posto inevitabilmente in discussione consuetudini e best practics ormai ampiamente consolidate e radicate nella nostra routine lavorativa. Va da sé, inoltre, che le disposizioni governative in materia di tutela di salute, con la messa in atto di misure volte a garantire il distanziamento sociale a bordo dei mezzi di trasporto e la conseguente riduzione dei posti venduti, hanno inevitabilmente conseguenze finanziarie per le imprese del settore, di cui proprio il Governo si dovrebbe fare carico».

E un appello al governo arriva in maniera forte e inequivocabile: «Ad oggi – continua – non c’è traccia di misure a tutela delle imprese della lunga percorrenza nella stretegia per i trasporti delineata nell’ambito del DL Rilancio. Nel ripartire, ci siamo attenuti scrupolosamente a tali disposizioni, e così continueremo a fare, ma senza uno stanziamento di risorse a favore del settore è impensabile che tutto possa tornare come prima. Ci auspichiamo quindi che il Governo recepisca il nostro grido d’aiuto e corregga il tiro alla fase di conversione in Parlamento».

La policy di Flixbus: continuare a collegare anche le zone rurali, ma sempre a prezzi contenuti

Flixbus non rinuncerà alla sua mission principale, ovvero quella di collegare anche le aree del Paese che non sono raggiunte dagli altri mezzi di comunicazione. Senza contare che alcune di queste aree hanno una forte vocazione turistica e, spesso, l’autobus resta l’unica maniera per raggiungerla senza far ricorso a mezzi propri: «Garantire a tutti di viaggiare – afferma Andrea Incondi -, supplendo dove necessario alla mancanza di collegamenti nelle aree rurali e, in generale, in tutte le regioni in cui il gap infrastrutturale non consente spostamenti facili, è da sempre priorità per FlixBus, e continuerà a costituire obiettivo fondante della nostra attività. Allo stesso tempo, in una fase delicata come quella attuale, e nell’ambito di una visione che individua nel turismo un ruolo chiave nel rilancio dell’economia, siamo consapevoli della necessità di valorizzare adeguatamente il patrimonio culturale, storico e paesaggistico del nostro Paese. Di qui, la scelta di includere nel network minimo non solo le maggiori città italiane, ma anche mete balneari e di montagna, luoghi di interesse per il turismo culturale e, in generale, centri a vocazione turistica: emblematica di questo intento, è, ad esempio, la riattivazione della linea Torino-Agrigento, che dal Piemonte consente di arrivare fino alla città dei Templi, con fermate nelle grandi città d’arte, come Firenze, Roma e Napoli, ma anche in centri più piccoli e di interesse storico-culturale, come Siena, e in aree a prevalenza rurale della Calabria e della Sicilia».

Flixbus tornerà anche nelle aree che sono state il cratere dell’epidemia del Coronavirus in Italia. Non solo Milano, ma anche Brescia e Bergamo, con la loro provincia. L’azienda fornirà il suo contributo a un’area molto colpita del Paese, cercando di offrire un servizio che per certi versi rappresenterà un’occasione di ripresa: «Ci è difficile prevedere – spiega il Managing Director FlixBus Italia -, ora come ora, quale sarà la risposta dei passeggeri diretti nelle aree maggiormente colpite dall’epidemia. In questi ultimi mesi, in generale, abbiamo riscontrato presso i nostri passeggeri il desiderio di tornare a viaggiare quanto prima, e garantire loro la possibilità di farlo, con tutte le accortezze e le precauzioni necessarie, continuerà a costituire il nostro obiettivo principale».

Nonostante la riduzione delle linee e nonostante il settore del trasporto con gli autobus non sia stato preso in considerazione nel DL Rilancio, Flixbus non rinuncerà alla sua policy di offrire soluzioni di viaggio a prezzi competitivi. «Ci batteremo sempre – ci tiene a precisare Incondi – per garantire un’alternativa conveniente e consentire a tutti di spostarsi con facilità, ma la possibilità di continuare a farlo dipende necessariamente da un intervento immediato delle istituzioni: ad oggi, come detto prima, il Governo non ha incluso misure a supporto del trasporto in autobus a lunga percorrenza nel DL Rilancio, quindi non ci resta che tornare a chiedere che si corregga il tiro alla conversione in Parlamento. D’altronde, a tutela di un regime di sana competizione è indispensabile che siano garantite condizioni uguali fra i diversi operatori. Sono centinaia le aziende del settore che, come FlixBus, non percepiscono fondi pubblici, e non sostenerle in questa fase significa privilegiare indirettamente quegli operatori che già ne beneficiano, con il rischio di una grave distorsione della concorrenza e la morte certa di numerose imprese private».

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