Per Gimbe è ancora presto per la Fase 2, che dovrebbe iniziare il 2 giugno

08/04/2020 di Ilaria Roncone

La Fondazione Gimbe è un organismo indipendente che promuove attività di formazione e ricerca nell’ambito sanitario. L’organizzazione ha deciso di rendere pubblici «i risultati delle proprie analisi indipendenti per offrire alcune risposte» che possono servire ad «informare le decisioni politiche ed aumentare la consapevolezza della popolazione in un momento estremamente delicato». Secondo la ricerca di Gimbe la Fase 2 così come sarebbe emersa nella giornata di oggi è un rischio troppo grande considerato che il contagio zero dovrebbe avvenire solo dopo il 2 giugno.

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Contagio zero dopo il 2 giugno


Secondo quanto emerge dalla ricerca la data giusta per allentare le misure restrittive imposte nel momento attuale sarebbe il 2 giugno, giorno in cui l’aumento dei casi in Italia dovrebbe scendere allo 0,1%, che è il dato obiettivo raggiunti da Hubei prima che le misure venissero allentate. Nino Cartabellotta, direttore della Fondazione, sottolinea come – allo stato attuale delle cose – secondo la ricerca Gimbe a partire dal 16 aprile i nuovi casi scenderanno sotto il 2%, dal 27 aprile sotto l’1%, il 7 maggio sotto lo 0,5% e solo il 2 giugno sotto l’agognato 0,1%. Viene anche sottolineato come questo risultato «potrebbe essere influenzato da nuovi focolai, tamponi effettuati, aderenza a misure distanziamento sociale, sovraccarico ospedali».

Le conclusioni dell’analisi Gimbe

Secondo i risultati di questa analisi la curva del contagio è sì, rallentata, ma il numero dei nuovi casi su base giornaliera è ancora rilevante. Finora le misure di distanziamento sociale adottate hanno influito sul numero di persone da ricoverare negli ospedali in maniera rilevante, avendo invece un impatto meno incisivo sul totale dei casi. L’evidenza, quindi, è che l’allentamento delle misure dovrà essere graduale e il più possibile personalizzato sulla base delle regioni e dei focolai segnalati. Avviare la Fase 2 tra fine aprile e inizio maggio sarebbe, stando ai dati di questa ricerca, rischioso e potrebbe comportare una nuova impennata di contagi. Se si vuole essere prudenti «qualsiasi riapertura prima di fine maggio non si baserebbe sulle dinamiche del contagio in Italia». Anche un altro modello pubblicato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) – organizzazione che fornisce i dati alla Casa Bianca – evidenzia come il dato zero decessi dovrebbe essere raggiunto il 19 marzo, con un dato finale in italia di 20.300 vittime da coronavirus.

(Immagine copertina dal profilo Twitter di Gimbe)

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