In Francia il Senato vota dice no alla fase 2 del premier Philippe, ma è un voto consultivo

di Gianmichele Laino | 04/05/2020

fase 2 Francia
  • La Francia ha votato in senato sulla fase 2 proposta dall'esecutivo

  • Il voto aveva solo carattere consultivo

  • Tuttavia, la camera alta ha respinto con fermezza il piano presentato da Edouard Philippe

Nel pomeriggio di oggi aveva suscitato qualche perplessità da parte dei commentatori italiani il fatto che il premier francese Edouard Philippe si fosse presentato in senato con il suo piano per la fase 2 e che i senatori si dovessero pronunciare in merito. Erano subito partiti i distinguo con la situazione italiana, dove la fase 2 è stata decisa attraverso dpcm e – quindi – non è passata per il voto del parlamento. Tuttavia, occorre subito fare una precisazione: la votazione francese in Senato aveva soltanto un carattere consultivo e, pertanto, non è vincolante per il governo transalpino.

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Fase 2 Francia, il senato vota contro il piano del governo

Ecco dunque che la contrarietà del senato alla decisione dell’esecutivo francese sulla fase 2 per l’emergenza coronavirus assume un significato del tutto simbolico: il premier Philippe, infatti, potrà proseguire lungo la propria strada, insistendo sulla sua idea di ripartenza che prevede la proroga degli aiuti alle imprese in difficoltà, un bonus da 200 euro per 800mila giovani e studenti e un anticipo sulla riapertura dei luoghi di culto, dal 2 giugno al 29 maggio.

Il voto contrario al piano di Philippe è stato espresso soprattutto dalla sinistra socialista e comunista, mentre i repubblicani si sono astenuti in massa, permettendo alle minoranze di sinistra di avere la meglio nella votazione in senato. A favore del piano del premier ha votato il partito di Emmanuel Macron (En Marche) e gli indipendenti. Insomma, la fase 2 consegna al Paese una politica divisa, che in un secondo momento potrà far leva su quella o su quell’altra recriminazione rispetto al poteva essere che non è stato.

Il governo di Emmanuel Macron e di Edouard Philippe ha dunque subito una battuta d’arresto su un tema fondamentale: sebbene il voto del Parlamento non fosse vincolante, sarebbe stata necessaria una forte manifestazione d’unità per suggerire ai francesi la strada migliore da seguire per cercare di superare l’emergenza. Un’emergenza che, a quanto pare, è ben lontana dall’essersi conclusa: soltanto nelle ultime 24 ore, il numero dei morti in Francia è stato pari a 306 unità, con un computo totale delle vittime che arriva a 25.201.

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