Lo sgambetto a Salvini: i ‘moderati’ M5S a un passo dall’alleanza con Farage

di Enzo Boldi | 11/06/2019

Farage
  • Nigel Farage è pronto a chiudere l'accordo europeo con il Movimento 5 Stelle

  • Nelle scorse settimane aveva rifiutato il corteggiamento della Lega perché troppo estremista

  • Ora si è vicini alla chiusura con il M5S, con cui sono stati alleati anche nell'ultima legislatura europea

C’è chi dice no e alla fine si allea con altri. Il Brexit Party di Nigel Farage, che ha trionfato alle elezioni europee in Gran Bretagna, aveva rifiutato nei giorni scorsi il corteggiamento della Lega di Matteo Salvini, ma ora apre – e la chiusura dell’accordo per la rappresentanza nel Parlamento Europeo sembra essere a un passo – le sue porte agli eletti del Movimento 5 Stelle. Un’alleanza che andrebbe a ricalcare quella dell’ultima esperienza europea con Ukip e M5S uniti all’interno dell’Efdd (Europa della Libertà e della Democrazia Diretta).

Nelle scorse settimane, all’indomani del voto del 26 maggio, era stato lo stesso Nigel Farage a mettere i paletti alla join venture con la Lega. Il partito di Matteo Salvini, infatti, è considerato troppo estremista e contrario ad alcuni valori portati avanti dal Brexit Party all’interno dell’Efdd. In effetti, a parte la loro visione univoca nei confronti dell’Europa e delle sue istituzioni, i due partiti che hanno ottenuto la maggioranza dei consensi in Gran Bretagna e in Italia hanno piani per il futuro completamente divergente. Meglio affidarsi, dunque, ai più ‘moderati’ del Movimento 5 Stelle.

Farage snobba Salvini e dice sì al M5S

Un’alleanza che fa gola per i 29 seggi ottenuti da Farage nell’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo, grazie al 31,6% conquistato in pochissimo tempo, con un partito – il Brexit Party – fondato sulle ceneri di quello che era l’Ukip solo poche settimane prima del voto. E questa alleanza sembra essere fondamentale anche per il Movimento 5 Stelle che, qualora non andasse in porto, si ritroverebbe isolato tra i gruppi non iscritti a nessuna alleanza, perdendo definitivamente qualsiasi possibilità di far sentire fattivamente la propria voce all’interno del Parlamento Europeo.

L’alleanza per ribadire lo status quo

A breve si dovrebbe consacrare, dunque, l’accordo tra Farage e Di Maio, ricreando lo stesso asse che ha contraddistinto l’ultima legislatura europea. Il peso specifico del Brexit Party, in attesa di capire i destini della Gran Bretagna, è elevato anche se a guidare il prossimo Parlamento Europeo sarà la maxi-alleanza tra i soliti Ppe, S&D e la novità di Alde.

(foto di copertina: Alberto Pezzali/Xinhua via ZUMA Wire)