La famiglia Regeni: «Patrick, come Giulio, merita onestà e determinazione. Non chiacchiere»

di Redazione | 12/02/2020

Patrick Zaki
  • La famiglia Regeni ha espresso la propria vicinanza a quella di Patrick Zaki

  • Ha affermato di volere azioni concrete e non chiacchiere per salvarlo

  • Il ricordo di Giulio Regeni è ancora troppo forte

La vicenda di Patrick George Zaki, il ragazzo di 28 anni studente dell’Università di Bologna che è stato imprigionato a Mansoura in Egitto dopo essere rientrato nel suo Paese, ricorda tristemente quella occorsa a Giulio Regeni. Per questo motivo, i genitori del  ricercatore friulano hanno fatto un loro intervento per esprimere solidarietà alla famiglia del ragazzo egiziano e per chiedere alle autorità competenti una mobilitazione efficace.

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Famiglia Regeni, le parole della nota scritta da Alessandra Ballerini su Patrick Zaki

In un post pubblicato dall’avvocato dei Regeni Alessandra Ballerini, si legge tutto il dolore rinnovato che questa famiglia sta vivendo negli ultimi giorni, da quando cioè ha sentito per la prima volta della storia di Patrick Zaki e della sua detenzione, successiva anche a torture, in un carcere egiziano. Il primo pensiero è per la famiglia del giovane che sta condividendo questo momento difficile. Poi, l’appello è per le autorità italiane e comunitarie, affinché possano davvero fare qualcosa per il ragazzo.

«Auspichiamo – si legge nella nota – che ci sia per Patrick una reale, efficace e costante mobilitazione affinché questo giovane possa essere liberato senza indugi. Chiediamo alle istituzioni italiane ed europee di porre immediatamente in essere tutte quelle azioni concrete che non sono mai state esercitate per salvare la vita di Giulio o per pretendere verità sul suo omicidio. Siamo empaticamente vicini ai familiari e agli amici di Patrick dei quali comprendiamo l’angoscia e il dolore. Noi sappiamo di cosa è capace la paranoica ferocia egiziana: sparizioni forzate, arresti arbitrari, torture, confessioni inverosimili estorte con la violenza, depistaggi, minacce».

L’auspicio della famiglia Regeni su Patrick Zaki

Infine, l’appello accorato affinché si possano prendere delle misure efficaci dal punto di vista istituzionale. Perché non c’è alcun bisogno di chiacchiere, ma soltanto di azioni concrete: «Se si vuole veramente salvare la vita di questo ragazzo occorre che i paesi che si professano democratici abbiano la forza e la dignità di dichiarare l’Egitto paese non sicuro e richiamare immediatamente i propri ambasciatori. Il resto sono solo prese in giro. Patrick, come Giulio, merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose».