L’ex segretario provinciale della Lega mette sullo stesso piano Bella Ciao e Faccetta nera

di Redazione | 10/12/2019

Bella Ciao
  • Bella Ciao è stata intonata dagli alunni nel corso di una manifestazione per il ricordo

  • Secondo l'ex segretario provinciale leghista, allora avrebbero dovuto cantare anche Faccetta Nera

  • La risposta negativa del sindaco di centro-destra

Si possono mettere sullo stesso livello due canti come Bella Ciao e Faccetta Nera? Evidentemente sì, se c’è chi lo propone. Se quella persona, poi, è stata esponente locale di spicco della Lega, allora il messaggio acquisisce ancora più significato. A Riccò del Golfo, in Liguria, è stata organizzata una commemorazione in una scuola per ricordare Bianca Paganini, una donna che ha subito le deportazioni in epoca fascista e che è scomparsa nel 2013.

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Bella Ciao e Faccetta Nera il paragone dell’esponente della Lega

Nel corso di quella manifestazione, i bambini hanno cantato Bella Ciao, per una scelta della comunità scolastica, concordata anche con le istituzioni locali. Il sindaco Loris Figoli, esponente del centro destra, non aveva aveva avuto nulla da ridire, nemmeno di fronte alle proteste dei genitori di alcuni alunni, secondo i quali Bella Ciao era un canto troppo politicamente schierato a sinistra. Il primo cittadino ha fatto presente che Bella Ciao è un canto popolare di resistenza partigiana e che, in quanto tale, può rappresentare ogni strato della cittadinanza, indipendentemente dalla connotazione politica.

Tuttavia, l’ex segretario provinciale della Lega a La Spezia, Fabrizio Zanicotti, non si è detto d’accordo con la posizione del sindaco, facendo proprio il confronto con Facetta Nera. «Anche Faccetta Nera è un canto popolare – ha commentato -. Sarebbe bene fosse cantato dagli alunni insieme a Bella Ciao». Ovviamente, il paragone non può reggere. Faccetta Nera è un canto coloniale, che è stato adottato dalla propaganda fascista. Ma il problema non è soltanto il simbolismo che c’è dietro alla canzone: anche il testo mette in evidenza una forte contrapposizione tra i territori dell’Abissinia e la presunta forza liberatrice dell’esercito italiano chiamato a intervenire in quell’area.

In ogni caso, le polemiche sono state accantonate e la manifestazione scolastica è andata avanti. Ci sarebbe anche la proposta, in questo senso, di co-intitolare la scuola di Roccò del Golfo alla stessa Bianca Paganini, alla quale era dedicato l’evento.

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