Fabio Tuiach chiede scusa per il suo linguaggio da «scaricatore di porto», facendo imbestialire i portuali

di Enzo Boldi | 13/01/2020

Fabio Tuiach

Le generalizzazioni, specie quelle relative a una professione, sono difficilmente digerite da chi svolge un determinato lavoro. E così succede che Fabio Tuiach, il consigliere comunale di Trieste (eletto con la destra) famoso per aver pensato che dire che ‘Gesù era ebreo’ fosse un’offesa, finisce nel mirino anche dei lavoratori portuali di Trieste per una sua semplificazione che mirava a sottolineare come il tipo di linguaggio usato – spesso e volentieri – nelle sue dichiarazioni, fosse figlio del suo passato da ‘scaricatore di porto’.

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Con un comunicato firmato dal Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste, si sottolinea come la giustificazione fornita da Fabio Tuiach durante una punta di Ring – in onda su Telequattro, un’emittente locale – sia lesiva del decoro e della professionalità di quelli che, volgarmente, vengono chiamati ‘scaricatori di porti’. Nella nota, datata sabato 11 gennaio 2020, si sottolinea come questa semplificazione sia del tutto fuori luogo e infanghi la dignità di chi lavora all’interno dei porti italiani.

Fabio Tuiach e gli scaricatori di porto

«I portuali non hanno alcun bisogno di corsi sul rispetto, anche perché sono tra le poche categorie di lavoratori in cui è ancora molto vivo il senso di fratellanza con tutti i colleghi, al di la di appartenenze locali, nazionali o di altro tipo – è scritto nella nota del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste -. La responsabilità di quanto dice e fa il consigliere Tuiach è tutta sua ed il fatto, del tutto casuale, che sia un dipendente di una impresa portuale non c’entra assolutamente nulla». Il tutto è nato da una sua dichiarazione televisiva.

La giustificazione che non è piaciuta

Insomma, l’immagine fornita da Fabio Tuiach per giustificare le sue dichiarazioni – in questo caso si parlava di coppie omosessuali e adozioni – non può che aver provocato lo sdegno e le proteste di chi lavora nei porti. Sentir dire che l’utilizzo di un linguaggio volgare sia figlio di un lavoro svolto, dunque, non può essere una giustificazione. Soprattutto se si va a ledere la dignità di chi svolge quella determinata professione.

(foto di copertina: frame da video youtube di Telequattro)