Ezio Bosso non può più suonare: «Smettete di chiedermelo»

di Gaia Mellone | 16/09/2019

Ezio Bosso non può più suonare: «Smettete di chiedermelo»
  • Ezio Bosso ha subito un intervento per l'asportazione di una neoplasia, poi la sindrome autoimmune

  • Nonostante la sua malattia ha continuato a suonare e dirigere l'orchestra

  • A Bari dice : «Due dita non rispondono più, non chiedetemi di suonare al piano»

Ezio Bosso aveva commosso l’Italia intera dal palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo nel 2016: la sua passione, al sua forza, la sua dedizione e il suo ottimismo avevano reso la sua performance al pianoforte di grande impatto, scatenando una standing ovation finale nel pubblico. La malattia degenerativa del pianista e direttore d’orchestra però non si è affievolita, anzi. E le sue condizioni sono tali che al suo pubblico che gli chiede di sedersi al piano e suonare risponde: «Se mi volete bene, non chiedetemelo più».

Ezio Bosso non può più suonare: «Smettete di chiedermelo»

«Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare»: con queste parole alla fiera del Levante di Bari Ezio Bosso ha dato la notizia che il suo pubblico non avrebbe mai voluto sentire, ma che prima o poi si aspettava sarebbe arrivata. La colpa è della sua malattia degenerativa. «Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza – ha continuato il pianista-  E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere».

L’artista nato a Torino 48anni fa è stato accolto nel padiglione pugliese della fiera del Levante dal governatore della regione Michele Emiliano, e ha parlato al suo pubblico. Rispondendo alle domande, Bosso ha ricordato il valore della musica che ci ricorda l’importanza del «prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l’eternità, i nostri piccoli poteri con l’assoluto». Il pianista e direttore d’orchestra ha anche fatto un elogio alla Costituzione, in particolare all‘art 9, definendolo «una figata pazzesca perché mette insieme musica, arte e paesaggio. Ma se di quelle cose non ci prendiamo cura, spariscono e ce ne accorgiamo quando le perdiamo». Non ha voluto parlare della sua malattia, ribandendo solo che «la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza».

Sul suo profilo Twitter, poi, ha spiegato che continuerà a far musica e quel suo sfogo era solo rivolto a chi gli chiedeva di suonare il pianoforte da solo.

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI)

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