L’Europa e l’accordo che ancora non c’è

08/04/2020 di Ilaria Roncone

Su Eurobond è Mes l’intesa dell’Europa è lontana. Ecco quanto emerge dalla videoconferenza prima slittata e poi sospesa, andata avanti nella notte. I lavori procedono ma l’accordo non arriva. Presenti al tavolo anche i paesi europei che non appartengono all’Eurozona, ma la situazione rimane spaccata tra due fazioni e impedisce il concreto stabilirsi delle misure straordinarie per fronteggiare la crisi economica da coronavirus.

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Conferenza stampa questa mattina alle 10

L’incontro è cominciato, dopo una serie di ritardi, intorno alle 23 ed è andato avanti nella notte. L’intesa che tarda ad arrivare riguarda soprattutto i Coronabond e il ricorso al Mes (fondo salva stati). Poco dopo mezzanotte arriva su Twitter il messaggio di Luis Rego, portavoce del presidente dell’Eurogruppo Mario Centano, che annuncia l’ulteriore slittamento della riunione. Prevista per 10 di questa mattinata una conferenza stampa in cui verranno annunciati i progressi per il raggiungimento di un accordo.

Le fazioni in campo in Europa

Le fazioni in campo sono due. La prima è composta da Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Irlanda e Lussemburgo. La seconda da Germania, Olanda, Danimarca, Finlandia, Svezia, Austra e – secondo fonti Ue – i paesi baltici. Per i primi deve essere creato uno strumento di debito comune per far fronte alla crisi sanitaria e alle conseguenze economiche, per i secondi i mezzi già esistenti sono sufficienti. Sul Mes l’Italia non cede, ritenendolo un provvedimento inadeguato.

Il no dell’Italia a compromessi a ribasso

Questa la linea di Conte, che ha partecipato all’incontro discutendo su Mes, intervento della Bei e piano della Commissione per le misure di sostegno alla disoccupazione insieme a tutti gli altri membri. Del debito comune richiesto da Roma e dal resto dei paesi della prima fazione, pare, nemmeno l’ombra. La Francia ci ha provato con un compromesso: si tratterebbe di un fondo che emetta debito pubblico verso gli stati membri limitandosi però a servizi pubblici essenziali (sanità e industrie in particolare difficoltà). Idea bocciata da Paesi Bassi, Austria e Finlandia, che non vogliono che l’Unione tutta si assume il rischio di insolvenza del debito da parte di alcuni membri. L’ipotesi, vista l’impossibilità del raggiungimento di una conclusione, sarebbe quella di creare una formulazione vaga di questo strumento inserendola nelle conclusioni e rimettendo la situazione al negoziato politico dei leader, che avverrebbe in videoconferenza la settimana prossima. L’Italia rimane ferma nella sua posizione, ovvero «Mes no, Eurobond sicuramente sì» come ha detto Conte, nonostante di Eurobond e Coronabond non si sia proprio parlato.

L’incontro sospeso riprenderà domani

Màrio Centeno ha comunicato via Twitter che l’incontro, dopo 16 ore, è stato sospeso senza arrivare a nessuna conclusione. E che riprenderà domani.


Il presidente dell’Eurogruppo parla di un avvicinamento all’intesa, che però ancora non è stata raggiunta. «Ho sospeso l’Eurogruppo che riprenderà domani. Il mio obiettivo rimane quello di creare una forte rete di protezione contro le conseguenze del Covid-19». Confermato l’annullamento della conferenza stampa prevista per le 10, quindi, in attesa di poter comunicare i punti dell’intesa trovata. Si rimane in attesa dei dettagli dell’incontro di domani.

(Immagine copertina da Pixabay)

 

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