A un mese dall’esplosione a Beirut il cane Flash dà ancora speranza tra le macerie

Sono passati 30 giorni, ma forse c'è ancora speranza tra le macerie

04/09/2020 di Federico Pallone

Si chiama Flash ed è un cane da fiuto che da qualche giorno è al centro dell’attenzione dei media libanesi e internazionali perché a distanza di un mese esatto dalla devastante esplosione che ha colpito Beirut, uccidendo 191 persone, ha identificato quello che potrebbe essere un battito cardiaco di un essere umano ancora vivo sotto le macerie di un palazzo della capitale libanese.

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Il cane fa parte di una squadra di soccorritori cileni che operano da settimane a Beirut a fianco dei soccorritori libanesi. Flash ha identificato segnali di un possibile battito cardiaco sotto le macerie di un palazzo nella zona centrale di Mar Mikhail, tra le più colpite dall’esplosione del 4 agosto. Dopo che il cane di una squadra di soccorso cilena ha rilevato qualcosa durante la perlustrazione attraverso il quartiere di Gemmayzeh e si è precipitato verso le macerie, sono immediatamente riprese le ricerche. È stata utilizzata anche  un’apparecchiatura di rilevamento di segnali audio o di battito cardiaco che ha rilevato quello che potrebbe essere un impulso da 18 a 19 battiti al minuto.

A onor del vero occorre sottolineare come sia molto improbabile che a un mese da una simile esplosione, rimanendo bloccati sotto le macerie, possa ancora esserci qualche sopravvissuto. «Al novantanove per cento non c’è niente, ma anche se c’è meno dell’uno per cento di speranza, dobbiamo continuare a cercare», ha detto Youssef Malah, un operatore della protezione civile. Secondo le autorità locali, oltre ai 191 morti ci sarebbero ancora almeno 7 dispersi.

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