L’Emilia-Romagna dopo il voto riparte da Elly Schlein vice-presidente

di Redazione | 11/02/2020

Elly Schlein

Dopo essere scomparsa dai radar dell’opinione pubblica una volta comunicato l’esito delle elezioni regionali, l’Emilia-Romagna torna a far parlare di sé a livello politico in seguito alla nomina della nuova giunta di Stefano Bonaccini. L’attuale governatore, infatti, ha scelto di farsi affiancare da Elly Schlein, la candidata di Emilia-Romagna Coraggiosa che ha ottenuto più preferenze nella storia delle elezioni in Emilia-Romagna, totalizzando oltre 22mila voti. L’ex eurodeputata sarà infatti la vicepresidente della Regione.

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Elly Schlein sarà vicepresidente dell’Emilia-Romagna

Oltre a ricoprire la carica di vicepresidente, Elly Schlein è stata chiamata da Stefano Bonaccini a impegnarsi direttamente in altre tematiche su cui l’ex eurodeputata ha saputo concentrarsi nel corso della sua campagna elettorale: secondo Bonaccini, a Elly Schlein verrà richiesto un «impegno diretto nell’ambito delle politiche di welfare e nel coordinamento di un nuovo Patto per il clima, che ho intenzione di siglare con tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, così come indicato nel programma».

Facile dunque immaginare che, oltre alla carica di vicepresidente, la Schlein possa avere una delega all’ambiente e alle politiche sociali, in modo tale da portare la sua esperienza in giunta. Una giunta che, a quanto pare, sarà supportata anche da un esterno, l’ex direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori e dall’ex vicesegretario della Cgil Vincenzo Colla, che si occuperà dell’assessorato al Lavoro.

Le caratteristiche di Elly Schlein

Mancano ancora alcuni tasselli per completare la giunta, ma i punti fermi sono stati già enunciati. Elly Schlein porterà un contributo sostanziale alla nuova amministrazione di Bonaccini, così come ha fatto nel corso della campagna elettorale. La sua vicinanza al mondo dell’associazionismo, l’attenzione ai diritti delle donne e il forte impatto mediatico che ha avuto quel video in cui chiedeva – senza ottenere risposta – a Salvini del motivo delle sue assenze a Bruxelles quando si parlava di immigrazione sono state caratteristiche fondamentali che hanno dato una spinta decisiva alla coalizione di centrosinistra guidata da Bonaccini.