L’ex ministra Trenta: «Mi hanno fatta fuori, non me lo meritavo. Ho lottato contro Salvini come nessun altro»

di Enzo Boldi | 05/09/2019

Elisabetta Trenta
  • Frustrazione, rabbia e delusione per l'ex ministra della Difesa

  • Non si aspettava una riconferma, ma non capisce i motivi del suo allontanamento

  • Se la prende con tutti: il Movimento 5 Stelle, Di Maio e i giornalisti. Parola anche per i "tecnici"

Tra i volti delusi del vecchio governo gialloverde c’è anche quello di Elisabetta Trenta. L’ormai ex ministra è rimasta alla guida della Difesa per 14 mesi – seppur tra vari strattoni da parte di Matteo Salvini -, ma si aspettava una riconferma nel nuovo Esecutivo giallorosso che ha giurato questa mattina al Quirinale. Invece il suo posto è stato preso dal dem Lorenzo Guerini – che era alla guida del Copasir fino al nuovo incarico -, provocando grande frustrazione in lei, certa di aver fatto un buon lavoro fino a che le è stato consentito.

«Non sono contenta, non meritavo tutto questo – ha detto Elisabetta Trenta in una difficoltosa intervista a il Messaggero -. Sono stata una delle persone che ha lottato più di tutti contro Salvini. Voglio stare zitta perché in questo momento potrei dire di tutto e contro tutti». Poche parole perché, come racconta il quotidiano romano che ha provato ad avere qualche risposta, l’ex ministra non aveva intenzione di parlare con i giornalisti che, secondo lei, non l’hanno trattata bene nel corso del suo mandato.

Elisabetta Trenta delusa per la mancata riconferma

Poche parole, non la classica intervista seduti con domande e risposte pacate. Ma in quelle scarne dichiarazioni si evince un rapporto non eccellente con il Movimento 5 Stelle: «Sapevo che il Movimento non mi avrebbe lasciato al ministero – ha proseguito Elisabetta Trenta -. Non so se Luigi mi abbia difeso, queste cose vanno valutate a freddo e non a caldo. Adesso ho mille pensieri contrastanti. E tanta rabbia». Insomma, se lo aspettava, ma al tempo stesso sperava che il suo prodigarsi contro Matteo Salvini avesse lasciato qualcosa nelle menti dei pentastellati. E invece non sembra esser andata così.

La confusione sui ‘tecnici’

Poi è lei a fare una domanda al giornalista de Il Messaggero: «Il ministero della Difesa è un ministero importante, il Viminale è un ministero altrettanto importante. È opportuno che ci siano due correnti politiche in entrambi i dicasteri? Siamo sicuri che i tecnici siano abbastanza tecnici?». Ma Lorenzo Guerini, colui che ha preso il suo posto, non è un tecnico ma un esponente politico.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)