Elio Germano: «I porti chiusi sono manovre acchiappa-like»

di Enzo Boldi | 24/05/2019

Elio Germano
  • Intervistato da Vanity Fair, Elio Germano ha parlato anche di politica e società italiana

  • Ha parlato di porti chiusi e serrata dei negozi di cannabis light come manovre acchiappa-like

  • Poi ha analizzato una malattia tipicamente italiana: il leaderismo

Non è mai stato banale quando gli è stato chiesto di dare un giudizio su determinati temi della politica e società moderna. Ed Elio Germano, intervistato da Vanity Fair, non lo è stato neanche in questa occasione. L’attore romano classe 1980 non ha mai nascosto di essere un uomo di sinistra, ma ha spesso criticato alcune sbandate degli anni passati. Ora, nelle sue parole rilasciare al settimanale di cinema, cultura e costume, ha dato un giudizio anche sulle politiche attuate dalla maggioranza Lega-Movimento 5 Stelle.

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Rispondendo a una domanda sui porti chiusi e le polemiche sulla paventata chiusura dei negozi di cannabis light, Elio Germano ha dato una risposta che sa di sentenza: «Si tratta di manovre che non si prefiggono di risolvere problemi reali, ma di raccogliere tanti “mi piace”. Prendiamo la chiusura dei negozi: volete tutelare la nostra salute? Smettete di inquinare l’ambiente». Una sottolineatura non casuale dato che lo stesso Matteo Salvini, autore della boutade della serrata dei negozi che vendevano Thc legale, non si è mai interessato delle questione ambientali. Anzi, le ha sempre snobbate e prese in giro.

Elio Germano critica le manovra acchiappa-like

Considerazioni non banali, come la sua valutazione di quello che può essere considerato il vero problema dei cittadini italiani (ma dando un’occhiata all’estero potremo estendere questo pensiero anche al di là dei nostri confini), che hanno un’esigenza divenuta quasi fisiologica. «Perché l’Italia è malata di leaderismo: siamo alla costante ricerca di un eroe a cui credere ciecamente – spiega Elio Germano -. Se qualcuno ci piace, appoggiamo ogni sua posizione in maniera acritica. Rinunciamo a pensare. Basta stare su un palco e qualsiasi cosa detta passa per vera».

Il leaderismo dei cittadini italiani

Il 38enne attore romano ha poi raccontato di molte persone che, incontrandolo, lo fermano e scambiano qualche battuta con lui. Più di una volta gli è capitato di sentirsi dire: «Sei un grande, dovresti candidarti in politica». E sono proprio questi esempi che l’hanno portato a fare la sua sottolineatura sullo sviscerato bisogno leaderistico dei cittadini italiani. Poche parole, ma che sono lo specchio della realtà in cui stiamo vivendo, dove un politico – anche se sbaglia – viene difeso perché ci si ‘innamora’ della persona e non delle sue idee. E questo non può che essere un errore.

(foto di copertina: Archivio Ansa)