Come i bar si prendono gioco del Dpcm riaprendo 15 minuti dopo mezzanotte

L'interpretazione dell'ultimo Dpcm spinge i gestori a chiudere alle 24 e a riaprire quando vogliono loro

di Ilaria Roncone | 17/10/2020

dpcm bar

Dove c’è un vuoto legislativo da colmare, lì arrivano i furbi (o quelli più accorti). In questi giorni sono emersi dei casi di locali che rispettano il Dpcm chiudendo a mezzanotte ma che poi riaprono un quarto d’ora dopo o un’ora dopo. Come? Sfruttando il fatto che il Dpcm varato prevede un orario di chiusura ma non quello di riapertura. Questo vuoto legislativo è stato realizzato dai gestori di due locali a nord (Bologna) e a sud (Catanzaro) del nostro paese.

LEGGI ANCHE >>> Ostia, gestore 31enne di un pub positivo al Covid ricoverato in intensiva con «carica virale altissima»

Dpcm bar: chiudere a mezzanotte per riaprire 15 minuti dopo

Tecnicamente, chiudendo il locale alle 24, il Dpcm risulta rispettato a prescindere dall’orario in cui poi si riapre. Questo perché nella normativa non viene esplicitato l’orario in cui è possibile riaprire. Succede a Catanzaro Lido e a Bologna. Questo modo di fare permette ai gestori di pub e bar di aggirare in modo legale le regole stabilite lo scorso 13 ottobre da Giuseppe Conte e dal governo. I casi del bar di Catanzaro e di quello di Bologna mostrano come alcuni si siano accorti di un vuoto legislativo di cui è possibile approfittare.

I bar di Catanzaro e di Bologna

Il primo locale, quello di Catanzaro Lido, chiude alle 24 per poi riaprire la saracinesca 15 minuti dopo. Una volta interpellato dalla forze dell’odine il gestore ha dichiarato che «l’orario di apertura non c’è». Le forze dell’ordine non hanno così potuto intervenire per fare chiudere il posto. Il titolare del posto ha deciso che continuerà ad aprire a 00.15 anche nei prossimi giorni (fino a nuovo Dpcm, si intende, che probabilmente andrà a colmare questa lacuna). Anche a Bologna accade una cosa simile, con un bar nei pressi della stazione che chiude alle 24 per riaprire all’1. La titolare del locale ha parlato al Corriere della Sera affermando: «La cosa a cui tengo più di tutte è che non si parli di furiate, truffe o irregolarità. Il decreto è chiaro e noi lo stiamo applicando, senza infrangere nulla». La riapertura all’1 avviene comunque nel rispetto dell’ordinanza comunale che vieta, a Bologna, di vendere bevande in vetro o in lattina dalle 22 alle 6. Si vendono solo panini e colazioni a portar via, facendo il servizio di un bar in stazione.