Casellati chiama la Consulta per rinviare la sentenza sul caso Dj Fabo. Cappato: «Lo fa a nome di chi?»

di Enzo Boldi | 18/09/2019

Dj Fabo

Serve più tempo. Questo il senso di quanto detto dal Movimento 5 Stelle in merito alla legge sul suicidio assistito. E all’interno di questa richiesta si inserisce la proposta presentata dalla Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che si sarebbe offerta di telefonare (informalmente) alla Corte Costituzionale per chiedere un rinvio della sentenza sul caso Dj Fabo che vede coinvolto Marco Cappato. Il presidente dell’Associazione Luca Coscioni, attraverso un post sul suo canale Twitter, si chiede a nome di chi si stia esponendo la presidente di Palazzo Madama.

La questione del suicidio assistito è a un punto di svolta, dunque. O forse no. L’udienza pubblica sul caso Dj Fabo è prevista il prossimo 24 settembre rappresenterà, comunque andrà, una situazione da sempre al centro dell’attenzione mediatica, ma su cui la politica stenta ad arrivare a una soluzione. Per questo motivo le parole di Marco Cappato su Twitter suonano come un campanello d’allarme per via di possibili e presunte ingerenze sul lavoro della magistratura.

Dj Fabo e la telefonata di Casellati sulla sentenza Cappato

Più tempo, ma per cosa? La notizia dell’offerta di Casellati è stata diffusa nella giornata di ieri da parte del Movimento 5 Stelle attraverso una nota ufficiale: «È bene chiarire la nostra posizione su quanto emerso in ufficio di presidenza al Senato: la presidente Maria Elisabetta Casellati si è offerta di fare una telefonata informale alla Consulta per chiedere più tempo all’Aula prima della pronuncia. La posizione del nostro gruppo al Senato però è chiara: non bisogna interferire nei lavori della Corte in modo che si possa esprimere senza ulteriori rinvii».

La situazione della legge sul suicidio assistito

Il Movimento 5 Stelle, dunque, si tira fuori dalla questione ‘telefonata’ per bloccare la sentenza della Consulta sul caso Dj Fabo – al secolo Fabiano Antoniani, l’uomo diventato non vedente e tetraplegico accompagnato in una clinica svizzera proprio da Marco Cappato per l’aiuto con il suicidio assistito che non è ancora stato legiferato in Italia – e, dunque, ci si chiede chi abbia spinto la presidente del Senato a proporsi per questa iniziativa. Un’attesa che va avanti da oltre 12 mesi, con la Corte Costituzionale che aveva rinviato la sua decisione dal settembre 2018 al settembre 2019. Nell’arco di quest’anno sono state depositate a Montecitorio cinque proposte che, però, non hanno mai dato vita a un testo completo per una legge sul suicidio assistito. E maggioranze e opposizione, seppure invertite, non sono mai arrivati alla chiusura di questo cerchio. Un rinvio della sentenza sul caso Dj Fabo non darebbe altro ossigeno, ma solo altra agonia.

(foto di copertina: ANSA/ANGELO CARCONI + ANSA/ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI + ANSA / UFFICIO STAMPA SENATO)

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