Il disegno di legge M5S per un maxi condono edilizio

di Redazione | 28/02/2019

condono
  • Un senatore del Movimento 5 Stelle, Francesco Urraro, ha presentato un disegno di legge per un maxi condono edilizio

  • La proposta supera il meccanismo della doppia conformità per ottenere il permesso a costruire

  • L'obiettivo è quello di sanare gli abusi anche se rispettano solo la normativa in vigore e non anche quella passata

Dopo il condono per Ischia, il Movimento 5 Stelle potrebbe varare una nuova maxi sanatoria edilizia. Stavolta valida per tutti, applicabile su tutto il territorio nazionale, varato con una legge ordinaria. È quanto racconta oggi il quotidiano Il Mattino di Napoli (articolo di Francesco Lo Dico), segnalando un disegno di legge del senatore Francesco Urraro presentato lo scorso settembre e a novembre assegnato alla Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali. La proposta del parlamentare M5S, avvocato napoletano, arrivato a Palazzo Madama dopo essere stato candidato in un collegio uninominale, può essere considerato un vero e proprio colpo di spugna sui manufatti costruiti senza autorizzazioni.

Il ddl del M5S con condono edilizio

Il testo del ddl è breve, di appena sette righe, e interviene sul criterio della doppia conformità necessaria per sanare un abuso edilizio. Secondo le norme in vigore (il testo unico 380 del 2001) per condonare una casa, ma anche una veranda o un sottotetto, bisogna soddisfare due condizioni: l’illecito deve essere conforme sia alla disciplina urbanistica vigente nel momento in cui è stato compiuto e a quella vigente quando viene presentata la domanda di sanatoria. Il disegno di legge di Urraro invece cambia le carte in tavola e stabilisce che per il condono può bastare la conformità con i regolamenti edilizi attuali, dietro il pagamento di sanzioni più elevate.

La proposta M5S interviene in particolare sull’articolo 36 del ‘Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia‘ del 2001. L’articolo riguarda l”accertamento di conformità‘ e al comma 1 si legge:

In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, fino alla scadenza dei termini di cui agli articoli 31, comma 3, 33, comma 1, 34, comma 1, e comunque fino all’irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.

Il ddl presentato al Senato propone una piccola ma significativa modifica, quella di eliminare le parole «sia al momento della realizzazione dello stesso, sia». In questo modo l’articolo 36 consentirebbe di ottenere il permesso in sanatoria «se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda».

La motivazione

Il senatore Urraro nella relazione che accompagna il ddl ha motivato la sua proposta parlando della difficoltà a frenare gli abusi edilizi: dei Comuni che non hanno sufficienti risorse economico-finanziarie per le demolizioni dei fabbricati, dell’influenza esercitata dalla criminalità organizzata (confermata dall’incidenza che l’abusivismo edilizio ha sulle cause di scioglimento dei Comuni), del mancato rispetto del divieto per le aziende erogatrici di servizi pubblici di somministrare forniture per opere prive di permesso di costruire.

L’allarme

È una posizione che allarma molti. Se passasse la norma diventerebbero sanabili tutti gli abusi realizzati dal 1994 ad oggi con una semplice modifica al piano regolatore, evidenziano gli ambientalisti. Si tratterebbe di un condono di prospettiva, che consentirebbe di sanare tutti gli abusi del passato.

«Dire che bisogna sanare certi abusi perché i Comuni hanno difficoltà ad abbatterli è una linea che incoraggia la gente a violare la normativa in materia», ha dichiarato al Mattino Aldo De Chiara, procuratore aggiunto oggi in pensione, che si è dedicato per anni alla lotta all’abusivismo. Quella proposta da Urraro sarebbe una legge criminogena perché potrebbe «indurre a modifiche delle norme anche a vantaggio di gruppi di persone che potrebbero condizionare gli enti locali per motivi clientelari». Interpellato dal Mattino, il parlamentare M5S intanto minimizza: «È soltanto una proposta che abbiamo lanciato su Rousseau. Il provvedimento sarà oggetto di successive valutazioni, non c’è niente di definito».

(Foto di copertina da archivio Ansa: la demolizione di una casa abusiva a Carmagnola, Torino, 19 giugno 2018. Credit immagine: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)