L’ausiliare del traffico gay si vede rispondere «non vendiamo gatti ai transessuali»

di Gianmichele Laino | 05/12/2019

discriminazione gay

La storia di Tiziano Gargano è stata raccontata da Repubblica. Si tratta di un ausiliare del traffico di Cassino, omosessuale (la specificazione del suo orientamento è utile a comprendere l’andamento del fatto di cronaca), che ha cercato di acquistare – rispondendo a un annuncio su Subito.it – il suo quarto gatto. Attraverso alcune telefonate, aveva già raggiunto un accordo di massima con il proprietario del gatto Calico a tre colori che avrebbe voluto regalarsi.

LEGGI ANCHE > ‘Niente gay e animali’, la grave discriminazione di una guest house di Santa Maria

Discriminazione gay: «Non vendiamo gatti ai transessuali»

Ma quando tutto sembrava andare in porto, Tiziano Gargano ha ricevuto un messaggio su WhatsApp in cui c’era scritto: «Non vendiamo a transessuali». Un dardo scoccato dal proprietario del gatto: Tiziano ha avuto la prontezza di rispondergli «vergognati», prima di essere bloccato nella chat. L’ennesimo episodio di discriminazione in questa Italia che si sta sempre di più incattivendo.

Tiziano Gargano ha commentato la vicenda proprio con Repubblica, rilasciando questa dichiarazione:

«È assurdo che nel 2019 si venga discriminati per il proprio orientamento sessuale. Io per altro non sono transessuale, sono gay e sono felice. Ho una situazione sentimentale appagante, da tanti anni. Con il mio compagno avevamo deciso che mi avrebbe regalato questo gatto. Evidentemente quando il venditore ha visto la mia foto profilo su WhatsApp, si è indignato, è rimasto sconvolto. E si è mostrato per quello che è».

La foto del suo profilo di WhatsApp non è dissimile da quelle che Tiziano ha pubblicato sui social: quale sarebbe stato il suo «problema»? I lunghi capelli biondi e il filo di trucco che gli circonda gli occhi e le labbra?