La mail con cui il Cts aveva avvertito la Sardegna: «Discoteche aperte pubblicizzano assembramenti»

Il documento risale al 6 agosto, l'11 agosto la regione prolungò l'apertura dei locali notturni

11/11/2020 di Gianmichele Laino

discoteche in sardegna

Il timing è importante. Una prima ordinanza sulle discoteche in Sardegna era stata firmata a metà luglio e prevedeva la loro apertura, in regione, fino al 9 agosto. Dal 9 all’11 agosto i locali sono andati avanti con le serate, pur in assenza di un provvedimento normativo. L’11 agosto è arrivata una nuova ordinanza di Christian Solinas che manteneva aperte le discoteche. Il tutto, secondo l’ordinanza, «sentito il parere del comitato tecnico-scientifico». Dunque, c’è stato un via libera dei tecnici alla riapertura delle discoteche in Sardegna? Si può ascrivere a loro la responsabilità dei contagi avvenuti in diversi locali della movida sull’isola? Un documento svelato da Repubblica sembra smentire questa ricostruzione.

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Discoteche in Sardegna, il parere negativo del cts

Una mail del 6 agosto è stata, infatti, firmata da Stefano Vella, Francesco Cucca, Giovanni Sotgiu, Piero Cappuccinelli, ovvero il comitato tecnico-scientifico della regione Sardegna al completo. Gli esperti avevano assolutamente sconsigliato la riapertura delle discoteche, sostenendo che questa attività poteva essere dannosa anche per altri aspetti della vita sociale. All’interno della mail consultata da Repubblica, infatti, si legge un passaggio in particolare che dà la misura della contrarietà del comitato tecnico-scientifico rispetto alla riapertura delle discoteche:

«Stiamo assistendo – si legge – alla apertura di attività dove addirittura l’assembramento viene ostentato come elemento di richiamo pubblicitario».

La regione è andata avanti lo stesso sulle discoteche in Sardegna

Cioè, con le discoteche aperte, in Sardegna ci si può assembrare: e questo poteva essere inteso anche come invito a non rispettare i divieti di assembramento in spiaggia, nelle piazze e nei luoghi dello shopping. Insomma, una sorta di “isola felice” in cui valeva il principio – tristemente sbandierato in quei giorni – del “non ce n’è coviddi”.

Nonostante questo parere, però, la Regione è andata avanti per la propria strada, dopo una consultazione – a quanto pare informale – con il comitato tecnico-scientifico nei giorni successivi all’invio della mail. Ma il parere collegiale era stato inviato il 6 agosto ed era negativo rispetto alla riapertura delle discoteche, cosa che la regione ha permesso ugualmente l’11 dello stesso mese (salvo poi tornare indietro a ridosso di Ferragosto, quando l’attenzione mediatica si concentrava sui focolai che si erano creati sull’isola).

Un elemento che ha portato – qualche giorno fa – il capogruppo di Forza Italia in regione, Angelo Cocciu, a sostenere, davanti alle telecamere di Report, che la riapertura delle discoteche in Sardegna era un rischio di cui l’amministrazione regionale era a conoscenza e che la stessa amministrazione ha deciso di correre per cercare di salvare la stagione turistica e i bilanci dei principali locali almeno fino a Ferragosto.

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