La lettera a Speranza e i 37 giorni di sciopero della fame: «Si garantiscano i dispositivi indispensabili alle persone con disabilità»

La richiesta dell'attivista Maurizio Bolognetti e le possibili azioni giudiziarie nei confronti del governo

di Gianmichele Laino | 12/08/2020

diritti disabili

Questa lettera al ministro della Salute Roberto Speranza deve essere letta come un vero e proprio aiuto che l’associazione Luca Coscioni vuole porgere alla massima istituzione sanitaria in Italia affinché possa trovare attuazione una legge che, nel nostro Paese, è stata promulgata nel 2017 e che riguarda i diritti imprescindibili dei disabili. Con la norma, che in nessuna regione viene applicata regolarmente, si chiede di assicurare gli ausili indispensabili alle persone con disabilità. Ausilio che è venuto a mancare per un gruppo di persone in Basilicata che, adesso, chiede l’intervento del ministro attraverso l’azione dell’attivista e segretario dei radicali lucani Maurizio Bolognetti, da 37 giorni – ormai – in sciopero della fame.

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Diritti disabili, la lettera a Speranza per chiedere il rispetto della legge 96 del 2017

Inutile è stato, fino a questo momento, l’appello alle istituzioni locali, all’assessore alla Sanità Rocco Leone e al presidente della Regione Vito Bardi: nonostante le rassicurazioni che la politica lucana aveva dato nel mese di febbraio, non è stato garantito l’ausilio di cui i disabili avrebbero bisogno.

«Con lo sciopero della fame – dice Bolognetti ai microfoni di Giornalettismo – e con la lettera al ministro Speranza vogliamo cercare di superare una situazione di stallo che si è venuta a creare ormai da sei mesi. Del resto, qui stiamo parlando di far rispettare delle leggi dello stato, ma parliamo anche di diritti fondamentali dell’uomo e di rispetto della Costituzione».

Diritti disabili, dalla Basilicata al resto d’Italia: lo sciopero della fame di Maurizio Bolognetti

Diritti fondamentali che, in questi mesi, si sono scontrati, paradossalmente, con la confusionaria situazione della sanità lucana che, al di là dell’emergenza coronavirus, si è impelagata (semplifichiamo al massimo) in una sorta di diatriba interna, tra politica e nomine di dirigenti. Una incomunicabilità che, dalla vicenda dei disabili portata a galla da Bolognetti, sembra palese: «La regione ci aveva assicurato, ormai a febbraio scorso, che la situazione si sarebbe risolta. Abbiamo incontrato i vertici insieme alla segretaria dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, e avevamo avuto ampie rassicurazioni. A maggio ci hanno detto che avevano alcuni dubbi in proposito, dubbi che noi abbiamo provveduto a fugare. A giugno abbiamo scoperto che il direttore generale del dipartimento delle politiche alla persona, Ernesto Esposito, non sembrava aver letto la documentazione relativa al nostro caso, proprio per quell’incomunicabilità tra politica e dirigenti a cui abbiamo fatto riferimento. Tra giugno e luglio, altri rinvii: per questo lo sciopero è stato indispensabile».

Con la lettera a Speranza – e con la contestuale previsione di possibili azioni giudiziarie in merito all’applicazione della legge del 2017 -, l’associazione Luca Coscioni intende far scattare una molla che potrebbe essere positiva nella gestione a livello nazionale dei diritti dei disabili: «La salute non è un brindisi dopo una nomina – conclude Bolognetti riferendosi alla situazione della Regione Basilicata -. Mi auguro che tantissimi cittadini prendano carta e penna e diventino parte attiva di questa azione per interrompere la flagranza di reato nell’esercizio dei diritti umani».