Luigi Di Maio invita Salvini a «piantarla con i fucili»

di Enzo Boldi | 14/05/2019

procedura d'infrazione
  • Luigi Di Maio, intervistato da La Repubblica, torna a parlare delle tensioni nella maggioranza

  • Si dice una persona moderata che, però, è obbligato a dire la sua quando vede qualcosa che non va

  • Come gli striscioni censurati contro Salvini, il Congresso delle Famiglie e la foto del ministro col fucile

Il 26 maggio è alle porte e forse, quando usciranno i risultati delle elezioni Europee, le tensioni all’interno della maggioranza di governo arriveranno a una svolta. Nel bene o nel male. Nel frattempo, però, i leader di Movimento 5 Stelle e Lega continuano a punzecchiarsi a giorni alterni. I temi sono i più vari: da questioni politiche ad altre sociali; da rimproveri sulla condotta ad atteggiamenti nei confronti di esponenti indagati. L’ultimo elemento che divide i gialloverdi è la percepibile tensione che si percepisce durante i comizi elettorali di Matteo Salvini. E Luigi Di Maio chiede all’alleato di governo di non soffiare sul fuoco.

«C’è un po’ di nervosismo, bisogna abbassare i toni – ha detto il leader de Movimento 5 Stelle intervistato da La Repubblica -. Bisogna evitare di soffiare sul fuoco. Ho fatto tante piazze e non ho mai avuto di questi problemi. Chi viene a protestare per delle vertenze, lo incontriamo sempre». Il riferimento fatto da Luigi Di Maio è a quelle ripetute censure nel corso dei comizi di Matteo Salvini, con i casi di Salerno e Brembate – con la rimozione di due striscioni di civile contestazione – che ne sono l’emblema.

Di Maio rimprovera Salvini per le ‘censure’

Durante la sua intervista a La Repubblica, Luigi Di Maio è tornato a parlare anche su vecchie fratture nelle maggioranza, partendo dal Congresso delle Famiglie e quella foto di Salvini con il mitra in mano pubblicata dal suo spin doctor sui social e accompagnata da una frase da ‘richiamo alle armi’: «Non si tratta di litigare – spiega il leader M5S -. Semplicemente sono una persona moderata. Quando l’asticella si sposta troppo come accadde a Verona, dove c’era gente che andava in giro a dire che la donna deve stare a casa a pulire, o quando vedo sui social il ministro dell’Interno che imbraccia un fucile, allora dico la mia».

(foto di copertina: ANSA/FRANCO CAUTILLO)