Il M5S si lamenta perché Di Maio non è stato inquadrato da Rai News a Genova

di Redazione | 28/06/2019

Luigi Di Maio
  • Di Maio era presente a Genova al momento dell'abbattimento del Ponte Morandi

  • Il M5S in commissione di Vigilanza Rai si è lamentato per i servizi di Rai News

  • "Di Maio tagliato fuori: si vedevano solo Bucci, Toti e Salvini"

L’esposizione politica all’ennesima potenza, quando le tragedie – o i momenti significativi come quello dell’abbattimento dei piloni 10 e 11 del Ponte Morandi a Genova – servono per monopolizzare i consensi. Così il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi parlamentari della commissione di Vigilanza Rai, ha chiesto spiegazione sul fatto che Luigi Di Maio non sia stato ripreso da Rai News 24 nel corso della mattinata di oggi a Genova.

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Luigi Di Maio non inquadrato a Genova, la nota M5S

«Quella di oggi per Genova – si legge nella nota – è una giornata speciale: la città attendeva la demolizione del Morandi da mesi. Pertanto, nel punto stampa è stato davvero sgradevole vedere Luigi Di Maio tagliato fuori dalle telecamere di Rainews24 per minuti e minuti, nelle inquadrature dove invece erano ben visibili il sindaco Bucci, il governatore Toti e l’altro vicepremier Salvini. Il M5s è stato letteralmente ignorato nei servizi».

A farsi portavoce di questa battaglia politica è Primo Di Nicola, senatore del Movimento 5 Stelle e rappresentante del partito in commissione di Vigilanza Rai. «Nessuno vuole star lì con il cronometro a misurare gli spazi – ha ribadito -, ma togliere del tutto dai resoconti televisivi una forza politica come il M5s è una scorrettezza gravissima nei confronti dei telespettatori che speriamo abbia una spiegazione. Il M5s, va ricordato, ha lavorato molto perché si arrivasse a questo momento. Perciò non merita un simile trattamento nel giorno in cui tutti i riflettori sono puntati su Genova».

Il paradosso della visibilità nella tragedia

Il Movimento 5 Stelle testimonia, con questa uscita totalmente fuori tempo, di aver smarrito la sua identità forse definitivamente. E che, per cercare di rincorrerla, ha bisogno dei mezzi dei partiti tradizionali, con metodologie da prima Repubblica. Si è passati dalla crociata contro Radio Radicale, alla scelta di conduttori adatti ai nuovi palinsesti e si è arrivati persino al controllo delle inquadrature. Il tutto mentre a Genova andava in scena un momento cruciale e doloroso per la vita della città.