Di Maio ci spiega come farà il ministro degli Esteri (consigliato da Di Battista?)

di Gianmichele Laino | 04/09/2019

Di Maio ministro Esteri
  • Luigi Di Maio sarà il prossimo ministro degli Esteri del governo Conte-2

  • Ha debuttato in questo suo nuovo ruolo con un discorso programmatico sull'Africa e sulle migrazioni

  • Sembrano suggestioni dettate da Di Battista

In queste prime ore dopo la pubblicazione della lista dei ministri del governo Conte-2, c’è stata grande ironia sul ruolo di Luigi Di Maio ministro Esteri. Quest’ultimo ha raccolto l’eredità del tecnico Enzo Moavero Milanesi. Sono subito proliferati meme ironici sulla sua mancanza di competenza in geopolitica e, soprattutto, sono riemersi dal web alcuni video in cui si cimenta in maniera non proprio irreprensibile con le lingue.

Luigi Di Maio ministro Esteri: il suo programma sull’Africa

Ma qualche minuto fa, Luigi Di Maio – non appena il suo nome è stato pronunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte – ha specificato anche come intenderà occuparsi di Esteri nell’azione del governo:

«Al ministero degli Esteri sarà mia premura puntare all’internazionalizzazione del nostro sistema economico e della nostra industria e ricerca, incrementando i canali di cooperazione in ambito multilaterale – ha detto Di Maio -. L’attenzione verso l’Africa, il tema delle migrazioni e le relazioni con le nuove economie emergenti saranno le linee guida su cui costruirò il mio lavoro. Le nuove sfide globali e il nuovo mondo multipolare stanno infatti trasformando radicalmente il modo di fare politica estera e lo stesso ruolo della diplomazia italiana, che voglio ringraziare con anticipo per la collaborazione che, sono certo, sapremo portare avanti con successo per il bene del nostro Paese».

Luigi Di Maio ministro Esteri, il suo programma sembra uno spunto dato da Di Battista

Queste parole che sembrano anticipare una sorta di politica terzomondista sembrano essere desunte, di pari passo, da un discorso di Alessandro Di Battista che, da sempre, è stato ritenuto dalla narrazione grillina il punto di riferimento del Movimento 5 Stelle per la politica estera. Non è un caso che quest’ultimo abbia sollevato alcune questioni – come quella del neocolonialismo e del Franco CFA – che sono diventate mainstream nella comunicazione social dei pentastellati.

Basta guardare alle tematiche che Di Battista, curatore di una collana di saggi per Fazi Editore, aveva indicato per gli aspiranti autori per rendersi conto di quanto le parole di Di Maio siano vicine a quelle dell’altro pasionario del Movimento 5 Stelle. Tra i due, ultimamemente, non corre buon sangue. Chissà se Di Maio, oltre a prendere spunto dalle teorie di Di Battista in ambito geopolitico, gli chiederà qualche consiglio pratico.

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI