Di Maio attacca Autostrade per l’Italia, ma si dimentica di essere al Governo

di Daniele Tempera | 25/11/2019

Luigi Di Maio condanna lo sciopero «per il weekend lungo»: «Indecente»
  • Dopo il crollo del viadotto della Torino Savona, Di Maio torna ad attaccare duramente la società Autostrade per l'Italia

  • Il viadotto crollato ieri non è però controllato dalla società dei Benetton

  • E molti ricordano al ministro, che al Governo, in questo momento, c'è lui

All’indomani del crollo del viadotto della dell’autostrada A6 Torino-Savona, a circa un chilometro di distanza dallo svincolo per l’allacciamento con la A10, non si placano le polemiche sullo stato delle nostre strade. Dieci metri di asfalto sprofondati nel vuoto che hanno lasciato tutti interdetti e grazie ai quali il leader dell’M5S torna all’attacco con uno dei cavalli di battaglia del Movimento post strage del Ponte Morandi, ovvero la concessione  della rete autostradale ad Autostrade per l’italia.

E il ministro degli Esteri del governo giallorosso lo fa citando un’inchiesta di Repubblica sullo stato delle nostre strade e un altro episodio, avvenuto pochi chilometri fuori da Genova. Di Maio parla del crollo di un altro viadotto “Il Coppetta”, e afferma che è grave che non si possa stare tranquilli sulle nostre strade. Torna quindi a chiedere la revoca ad Autostrade per l’Italia della concessione e chiedere che i lavoratori possano restare a casa quando c’è l’allerta rossa, senza aver paura che la giornata non gli venga pagata. Le vittime, sottolinea il ministro, sono proprio i lavoratori. Si rimane però interdetti quando questi appelli vengono non dall’opposizione, ma da un movimento che, fino a prova contrario, pur con due differenti “accordi” sono al governo da circa un anno e mezzo. I toni sono insomma, quelli classici da opposizione, utili a massimizzare i consensi, ma non utilissimi a realizzare poi azioni concrete. Un’ironia che viene colta da molti fan della pagina. «Sono solo 18 mesi che dici queste cose, ci risentiamo al prossimo crollo. Potrai fare un copia e incolla di questo post» scrive un utente,  mentre sulla pagina si avvicendano commenti di questo tono: «Revocare le concessioni ad Autostrade….più di un anno fa le stesse parole…ci vogliono fatti, non parole…». Qualcuno, più razionalmente, si spinge a suggerire al ministro che ci sono termini contrattuali che obbligano il nostro Paese a garantire per anni le concessioni ad Autostrade, qualcun altro ricorda invece che il viadotto crollato ieri del tratto della Torino-Savona, non era controllato dalla società “Autostrade per l’Italia”, ma da Astm, la holding controllata dalla famiglia Gavio. Per onestà c’è da dire che l’invettiva di Di Maio, non prende direttamente spunto dal viadotto piemontese, ma la sua invettiva si va a insediare sulla scia delle polemiche che seguono il suo assurdo crollo. Quel che è certo è che non sembra davvero un buon momento per i pentastellati.