Bologna contro il decreto Salvini: sì dei giudici all’iscrizione all’anagrafe di due migranti

di Gaia Mellone | 03/05/2019

Bologna contro il decreto Salvini: sì dei giudici all'iscrizione all'anagrafe di due migranti
  • I giudici hanno accolto il ricorso di due migranti a cui era stata rifiutata l'iscrizione all'anagrafe in base al decreto Salvini

  • Un caso analogo poco prima anche in Toscana

  • Matteo Salvini furioso si sfoga su Twitter: «Sentenza vergognosa»

Secondo i giudici del tribunale civile di Bologna, non si può non iscrivere i migranti all’anagrafe, e non si viola nessuna legge. La sentenza emessa sembra opporsi al cosiddetto “decreto Salvini” che rende più complessa l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo.

Bologna contro il decreto Salvini: sì dei giudici all’iscrizione all’anagrafe di due migranti

I giudici del tribunale civile di Bologna hanno accolto il ricorso presentato da due richiedenti asilo, poiché «la mancata iscrizione ai registri anagrafici impedisce l’esercizio di diritti di rilievo costituzionale ad essa connessi, tra i quali rientrano ad esempio quello all’istruzione e al lavoro». Il Tribunale ha quindi sottolineato che la normativa introdotta dal cd Decreto Salvini «non contiene un divieto esplicito di iscrizione per i richiedenti asilo, bensì evidenzia come il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non costituisce titolo per l’iscrizione all’anagrafe».

Nella legge infatti non c’è un esplicito divieto di iscrizione, bensì si sostiene che il permesso rilasciato ai richiedenti asilo, quindi in attesa di ricevere il riconoscimento dello status di rifugiato o la protezione umanitaria, non sia di per sé sufficiente per l’iscrizione all’anagrafe, senza però chiarire esplicitamente quale altro documento debba essere esibito dal titolare di permesso per attesa asilo. Il decreto legge 113/2018 e l’ulteriore modifica, il decreto Salvini appunto, prevede infatti che il permesso di soggiorno per richiesta di asilo sia valido come documento di riconoscimento, ma non valido e sufficiente per richiedere l’iscrizione anagrafica.

Questo crea una sorta di limbo in cui a fare da discrimine è l’interpretazione più o meno restrittiva da parte degli ufficiali dell’Anagrafe. Questi, stando all’interpretazione e alla decisione dei giudici, nel caso dei due richiedenti asilo di Bologna sono evidentemente stati eccessivamente letterali. Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha però accolto la decisione senza problemi, anzi. «Saluto questa sentenza con soddisfazione» ha commentato Merola, aggiungendo che «il Comune la applicherà senza opporsi». Ad opporsi invece, è Matteo Salvini.

Matteo Salvini furibondo: «Sentenza vergognosa, faremo ricorso»

Matteo Salvini ha commentato la notizia della sentenza dei giudici, che tra l’altro fa eco ad una simile presa in Toscana pochi tempo prima, con estrema frustrazione. «Sentenza vergognosa» ha cinguettato il ministro dell’Interno, aggiungendo che «se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra». Salvini ha poi incalzato dicendo che «ovviamente faremo ricorso contro la sentenza, invito tutti i sindaci a rispettare la Legge». La decisione dei giudici Bolognesi e Toscani però, rispetta in pieno la legge.

https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1124246789283098624

(Credits immagine di copertina: ANSA/NICOLA MARFISI)