La disoccupazione è crollata al 6%, ma è una pessima notizia

di Gianmichele Laino | 03/06/2020

crollo disoccupazione

Un dato mai così basso. C’è un vero e proprio crollo disoccupazione in Italia, secondo gli ultimi dati dell’Istat sul panorama del mondo del lavoro nel nostro Paese. Il livello di disoccupazione, infatti, è sceso al 6,3%. Ma non è affatto una buona notizia. Sembra una contraddizione in termini: perché, infatti, se ci sono meno disoccupati, il mondo del lavoro sta attraversando una delle sue fasi più critiche dal dopoguerra a oggi? Perché nel mese di aprile 2020, in corrispondenza con l’epidemia di coronavirus, sono aumentati a dismisura gli inattivi. Non sono le persone che hanno perso il lavoro, ma sono quelle che non studiano e non lavorano da diverso tempo.

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Calo disoccupazione al 6%, perché non è una buona notizia

484 mila persone, che rappresentano un calo del 23,9% rispetto al dato dei mesi precedenti, non stanno cercando lavoro. Una porzione incredibile di popolazione, messa letteralmente in ginocchio dall’epidemia di coronavirus, che ha scoraggiato anche la sola possibilità di mettersi alla ricerca di una occupazione. Il dato degli occupati, invece, è parimenti in calo: l’Istat ha segnalato che, nel corso del lockdown, in un solo mese sono stati persi 274mila posti di lavoro.

Una notizia che non deve aver fatto piacere. Consideriamo che il governo, nel corso del periodo di crisi, aveva bloccato i licenziamenti per giusta causa. Ma il calo degli occupati è legato anche a interruzioni naturali di contratti che, prima del lockdown, non erano stabili. I contratti di collaborazione, quelli a progetto, i contratti a tempo determinato che avevano la loro scadenza in questa fase dell’anno e che, in seguito alla crisi economica dettata dall’emergenza sanitaria, non sono stati rinnovati.

Si tratta di un vero e proprio terreno disastrato, che il governo dovrà davvero prendere in considerazione. L’epidemia da coronavirus, per la sua portata, è sempre stata paragonata a un terremoto silenzioso. Queste, allora, sono le sue macerie invisibili.